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Delitti a Venezia

L’esordio di Luca Fantin è una raccolta di racconti gialli ambientati a Venezia, ritratta in modo realistico, nella sua quotidianità, senza quei cliché a cui spesso ricorre la narrativa straniera odierna.

Anche lo scrittore veneto è sensibile al fascino della città lagunare, frutto della particolare struttura architettonica e del cromatismo da fiaba, ma ne coglie, però, il lato misterioso, le ombre e i segreti aventi “vita corta come i crimini”.

E se alcune “sparizioni sospette” – come quella di un gatto di razza – trovano una spiegazione logica, riconducibile alla crisi economica che induce i ristoratori più scorretti ad adottare soluzioni estreme per portare avanti la propria attività, altre indagini sono caratterizzate da risvolti inquietanti ma non per questo meno plausibili. È il caso della blogger danese assassinata durante un rito satanico a Poveglia, l’isola “maledetta” o dei morti, su cui circolano tante leggende.

Come è consuetudine nel giallo, le inchieste vengono sempre portate a termine grazie all’abilità del Commissario Vianello e della sua squadra di collaboratori, tra cui il focoso Mascolo, protagonista di una zuffa tra jesolani ed eracleensi che rinnova le antiche dispute tra le fazioni locali.

Le storie narrate sono all’insegna dell’attualità e traggono ispirazione da una realtà spesso squallida, dominata dai noti intrecci tra droga, prostituzione e criminalità organizzata.

Della decadenza in atto, che è anche degrado dei sentimenti, è testimone il Commissario Vianello, single deluso dalle donne e trasferito nell’ultima avventura in un Commissariato della Bassa Padovana per aver denunciato un questore corrotto. Questo mite Commissario è poi un lontano discendente di un rematore della flotta navale tenuto in schiavitù come si scoprirà nel racconto di apertura, in cui vengono rivelate al lettore le origini del suo simbolico cognome (via/anello allude proprio alla liberazione dalle catene).

C’è nel libro un filo rosso che collega passato e presente, la cui continuità è data dalla centralità che riveste nel libro il discorso metafisico con frequenti rimandi al mondo ultraterreno e all’occultismo, come nel citato frammento ambientato a Poveglia in cui compare un’associazione segreta che annovera tra i suoi membri i cittadini più influenti.

Dei dieci racconti inseriti nella raccolta, ricca di inserti dialettali, il più godibile è, a nostro avviso, “Venezia nera”, nel quale Vianello, minacciato da un maniaco, troverà rifugio proprio in una di quelle moderne strutture in vetro brutte quanto inaccessibili.

Recensione
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