Servizi
Contatti

Eventi


Freinademetz Il santo delle Dolomiti

In questo breve ma esaustivo saggio l’Autore ricostruisce il percorso umano e spirituale di Giuseppe Freinademetz, che abbandonò il comune natio di Bolzano per intraprendere la vita missionaria.

Nato nel 1852, Freinademetz assorbì lo stile di vita austero dell’ambiente che lo circondava, le vallate altoatesine dove trascorse la sua giovinezza: il ricordo del suggestivo paesaggio delle Dolomiti ricorre nelle lettere inviate ai familiari, in cui il modo di esprimersi, talvolta impreciso, conserva una traccia della lingua ladina parlata durante l’infanzia.

Dopo essere entrato nell’Istituto dei Padri Verbiti in Olanda, si imbarcò a Hong Kong, all’epoca colonia inglese; nel 1879 si trasferì in Cina e vi rimase fino alla morte, avvenuta nel 1908 in seguito a un’epidemia di tifo.

In un’epoca – l’Ottocento che volgeva al termine – nella quale i rapporti fra la Cina e l’Europa erano tesi e le vessazioni dei cristiani ad opera dei pagani (l’insurrezione popolare nota come la rivolta dei Boxer) all’ordine del giorno, subì le stesse persecuzioni riservate ai missionari, considerati alla stregua di “diavoli forestieri”.

Dopo un’iniziale scetticismo, si accostò alla sensibilità orientale, modellata sul pensiero di Confucio, e apprese facilmente la lingua grazie all’abilità nel canto.

Non distante dalla tomba di Confucio, nel cimitero missionario, venne sepolto ma i suoi resti furono bruciati durante la rivoluzione maoista negli anni cinquanta.

Proclamato Beato da Papa Paolo VI nel 1975, venne dichiarato Santo nel 2003 da Papa Giovanni Paolo II in seguito ad alcuni miracoli che gli furono attribuiti.

A quest’uomo esemplare, la cui esistenza è stata caratterizzata dall’impegno e dalla dedizione verso il prossimo, il libro di Chiades rende giustamente omaggio con una scrittura fluida, inframezzata da un ricco apparato iconografico.

Recensione
Literary © 1997-2017 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza