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Fuga dal bunker

L’interesse suscitato ancora oggi dal nazismo dovrebbe costituire di per sé motivo di riflessione e non può essere inteso riduttivamente come espressione di una semplice nostalgia per il passato.

Nel mostrare la crisi di coscienza di un militante delle SS, il romanzo di Massari coglie in pieno il fascino esercitato dal dittatore tedesco su un popolo – di cui l’antieroe Hayek assurge a simbolo – desideroso di riscatto e vittima del sogno di una Germania invincibile.

In Hitler hanno creduto non solo i più fanatici ma la stessa popolazione, soggiogata dal magnetismo di chi non avrebbe mai potuto godere di una tale libertà se non avesse avuto alle spalle un consenso enorme.

“Hayek, senza poterlo prevedere e comprendere, fu assalito da un’emozione subitanea, impossibile a contenere e definire. Adolf Hitler, il suo Führer, era a due passi da lui. L’aveva visto molte volte, prima della guerra nelle manifestazioni di partito, alle adunate e in particolare a quella faraonica di Norimberga, ma mai così vicino, nella stessa stanza. La sua fu l’emozione violenta, profonda, incontrollata che avevano provato milioni di tedeschi prima della guerra. E adesso lui era là”.

In questo emblematico passaggio del libro, Hayek assiste in una riunione degli ufficiali della Wehrmacht all’arrivo imprevisto di Hitler e ne resta suo malgrado ipnotizzato, nonostante gli allarmanti segnali di follia (la voce a tratti isterica, il tremolio della mano sinistra) del tiranno, impotente di fronte all’inarrestabile avanzata russa.

Traumatizzato dalla visione dei campi di concentramento al punto da immolarsi, il protagonista è descritto in modo essenziale dallo scrittore veneziano che ripropone con intelligenza l’abusato tema del doppio, facendo di Hayek e Cornelia le controfigure sbiadite della coppia Hitler-Braun.

In un crescendo di colpi di scena la vicenda procede con ritmo incalzante fino allo spiazzante epilogo, nel quale dal diario di alcuni testimoni si scopre come il dittatore, in esilio a Fuerteventura, sia diventato nient’altro che una presenza ingombrante per gli stessi alleati spagnoli.

Studioso del nazismo, Massari ha realizzato un inquietante romanzo di fantapolitica che meriterebbe di essere letto in primis dalle nuove generazioni, facilmente manipolabili e indotte a sottovalutare quei crimini di guerra.

Recensione
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