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Gli occhi di Eternity

La fantascienza non è un genere facile da padroneggiare ma l’eclettica Pina Varriale è un’autrice che ama le sfide e non si lascia intimorire facilmente.

Il romanzo è ambientato in un futuro apparentemente tranquillo in cui regna la democrazia, le strade non sono più intasate dal traffico, il fenomeno della microcriminalità è stato arginato e le scuole sono quasi un retaggio del passato in seguito alla massiccia diffusione dell’e-learning.

Tuttavia, il progresso tecnologico è giunto a uno stadio talmente avanzato da costituire una minaccia per l’uomo, ignaro di essere diventato un burattino manipolato dal Governo attraverso le pillole tranquillanti e il ricondizionamento forzato, sorta di lavaggio del cervello che cancella i ricordi.

Nell’antica Parthenope gli uomini sono controllati da Eternity, la spia multimediale a cui è collegata anche Lizzy, il robot dalla voce petulante che comanda a bacchetta Dana Reder che deve difendersi dalle molestie del suo capo e dalla competizione di macchine più capaci e obbedienti.

Nel suo razionalismo, la giornalista di “Nuova Città Magazine” è riluttante a credere all’esistenza degli alieni, di cui è invece convinto il fratellino Max, ma finirà, suo malgrado, per cambiare idea quando i ribelli, provenienti dalle gallerie, semineranno il terrore nella città di Sopra e verranno sterminati dal Governo.

Se la realtà in cui vivono i personaggi è un mero inganno, l’unica speranza risiede allora nell’ipotizzare l’esistenza non di un solo universo, ma di altri infiniti mondi “generati dalla vibrazione di un numero indefinito di fili sottilissimi: le stringhe”. In tal caso, mostri come Kendra, priva di faccia e di corde vocali, non sarebbero costretti a nascondersi e magari avrebbero persino un aspetto differente.

La narrazione, inframmezzata da bollettini giornalistici e sorretta da un linguaggio fluido, segue lo schema del doppio: due le location (Napoli e Roma), due le creature che si fronteggiano con i loro poteri nella lotta tra il Bene e il Male (la mutante Kendra e l’aliena Saje), due i personaggi salvifici a cui sono affidate le sorti degli uomini (Dana e Ludo).

Ne è scaturito un potente romanzo distopico, che omaggia quei prodotti del cinema e della televisione che hanno lasciato un segno nell’immaginario collettivo (X-Files ma anche Maze Runner) e può essere per questo apprezzato da un pubblico di ogni età.

Recensione
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