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I fantasmi di Flaubert

Questo romanzo breve conferma come Patrizio Minnucci debba essere considerato uno scrittore più che un narratore, avendo privilegiato la riflessione sulla lingua al piacere puro di raccontare storie.

Caratterizzato dalla compresenza di vari generi letterari, “I fantasmi di Flaubert” si risolve in un raffinato omaggio alla letteratura, a partire dalla simbiosi tra il protagonista, Ennio, e la sua nemesi, Madame Bovary.

Come l’eroina di Flaubert, Ennio cerca di sfuggire alla solitudine e alla noia, ed è vittima di un’insoddisfazione verso il presente che lo spinge a evadere dalla realtà e a rifugiarsi nella fantasia.

Sulle orme dello scrittore francese che aveva visitato l’Oriente, parte con Cinzia e Ferdinando per il Cairo, dove conosce Hans e Gilles, enigmatica coppia dallo stile di vita lussuoso quanto pericoloso.

Ha così inizio per Ennio una serrata indagine che diviene un viaggio a ritroso nel tempo, nella Germania degli anni Venti, dove Hans operava come macellaio, confidente della polizia e serial killer di giovani dall’aspetto efebico.

Dall’intreccio tra Storia e cronaca, passato e presente, saggio e romanzo è scaturita una vicenda che vira verso il giallo e l’horror, sebbene il romanzo, al pari di altri prodotti postmoderni, resti ibrido e indefinito.

La scoperta della verità comporta sempre un sacrificio nei libri di Minnucci, come dimostra il finale convulso in cui l’Autore si diverte a disorientare il lettore, mostrandogli il suo protagonista in preda all’angoscia e travolto dal corso degli eventi.

Recensione
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