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Il libro dei contrasti. Mescolanze di paesaggi luoghi e idee

Nulla può simboleggiare la molteplicità delle opinioni quanto un contrasto. Vero collante tra passato e presente, i conflitti sono l’anima di ogni libro ed epoca.

Partendo da questo assunto, Raffaele Cecconi ha riunito aneddoti, curiosità, notizie e riflessioni finendo per comporre una sorta di mosaico in cui si discetta di arte, religione e società.

D’altronde, la conoscenza nasce dal confronto con idee anche differenti dalle proprie, da cui il nostro modo di pensare ne esce ribadito o, al contrario, modificato.

La tolleranza di Cecconi è frutto di una maturità vissuta nel rimpianto di una giovinezza ormai trascorsa, nell’ironia di chi afferma: “Faccio il vecchio, il mestiere più difficile del mondo”.

Non aspettatevi, dunque, sentimentalismi o visioni concilianti come quella di Gianni Brera che sosteneva che la vecchiaia è bella, ma dura poco.

Il tempo è il vero protagonista delle meditazioni di Cecconi: solo aggrappandosi a immagini e a storie si può anestetizzare il dolore della vecchiaia.

Una nota di pessimismo colora la percezione della realtà attuale, di cui il poeta è un attento osservatore: nel caos imperante, la “sindrome del microfono aperto” (il fatto che troppi si sentano in dovere di rendere note le loro posizioni) rende il farsi ascoltare un’impresa ardua.

Compito di chi scrive diventa, allora, non smettere mai di porsi delle domande, nella consapevolezza che ogni verità a cui si giunge, oltre a essere intessuta di contrasti, è di per sé provvisoria.
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