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In limine alla rosa

Edita da Puntoacapo, la nuova raccolta di liriche di Raffaele Piazza lo pone come Autore moderno ma rispettoso della tradizione, a cui si ricollega sin dall’immagine montaliana del limine che rimanda a un’idea di sospensione e di limbo.

Nel poeta napoletano la condizione del mal di vivere è superata nel momento stesso in cui allude a una possibile rinascita da attuarsi attraverso la poesia, come in “Lettera di primavera” in cui si rivolge a una comunità di amici/poeti.

In apparenza legata alla quotidianità, la poesia di Piazza è ben più complessa ed è caratterizzata da un forte dualismo che si rispecchia nella rosa, in cui si fondono vita e morte, amore e sofferenza. La rosa è pure il simbolo del divenire, del passaggio dalla dimensione terrena a quella eterna che trova il suo apice nella resurrezione (non a caso, le spine del fiore evocano il martirio).

Espressioni di questo dualismo sono anche l’alfa e l’omega (il principio maschile e quello femminile), Alessia e Mirta, figure ricorrenti nella produzione di Piazza che incarnano, rispettivamente, la solarità e l’oscurità.

E proprio su Alessia sono incentrate le liriche della seconda sezione della raccolta. Alessia va, dunque, intesa quale personaggio di fantasia, proiezione dell’Autore e contenitore di un insieme di rappresentazioni e di colori: il mondo giovanile, la natura con le sue stagioni (la Primavera), il rosa e l’azzurro.

Recensione
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