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La donna del ventesimo secolo. Dal can-can al charleston

Attraverso interviste immaginarie o ricostruzioni basate su ricerche e testimonianze, Anna Gertrude Pessina ha realizzato un intrigante viaggio nell’universo femminile di inizio Novecento.

Dieci graffianti ritratti di donne inquiete e ribelli, spesso bollate come “mangiauomini”, che con i loro comportamenti sfrontati ed eccentrici hanno sfidato la morale bigotta di un’epoca in cui il disprezzo della vita umana era attestato dall’alto tasso di duelli, omicidi e suicidi.

Nel periodo dei café-chantant, delle avvenenti attricette e ballerine di cancan, il teatro rappresentò per la donna non solo lo scenario ideale in cui esibirsi ma anche una forma d’arte innovativa (si pensi a “Casa di bambola” di Ibsen che con il personaggio di Nora si allontana dallo stereotipo della moglie obbediente).

Al tempo stesso, la moda, introducendo un abbigliamento spesso spregiudicato, mostrò un’immagine femminile lontana dai clichés tradizionali.

Simboli di una femminilità trasgressiva e provocante, queste divine hanno lasciato un segno nella danza, nella letteratura, nella politica, nel teatro.

Alcune hanno pagato a caro prezzo la loro libertà come la Contessa Lara, poetessa amata anche da D’Annunzio, vittima dell’amante geloso, altre, come Lina Cavalieri e la Bella Otero, realizzarono un’ascesa sociale, assurgendo ad oggetto del desiderio del mondo maschile.

Anticonformiste furono senza dubbio Mata Hari, vittima della ragion di Stato che la condannò sulla base di sospetti infondati, Matilde Serao, dinamica giornalista che vanta il primato di essere stata la prima donna editrice di Napoli e dell’Italia postrisorgimentale, e Rosa Luxemburg che lottò per l’emancipazione politica della donna.

In bilico tra vecchio e nuovo, si colloca, invece, Carolina Invernizio con i suoi romanzi d’appendice rivolti a un pubblico desideroso di evasione, mentre il punto di approdo a un discorso più maturo e consapevole si ha con le letterate Sibilla Aleramo, Ada Negri e Amalia Guglielminetti.

Una nutrita bibliografia impreziosisce il saggio che, ricchissimo di informazioni e ben illustrato, diviene un sentito omaggio a un mondo ancora troppo ghettizzato.

Anna Gertrude Pessina è stata insignita della medaglia del Presidente della Repubblica e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha pubblicato il saggio “Francesco Mastriani: un escluso” (Tullio Pironti Editore), la raccolta di racconti “Solitudini”, il romanzo “All’alba di un giorno qualunque” e la raccolta poetica “In specchi di crepuscolo”, tutti editi da Manni.

Recensione
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