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La regina dei mari. Venezia e le repubbliche marinare II

Si conclude con questo secondo volume, incentrato su Genova e Venezia, l’opera di Gian Nicola Pittalis dedicata alle Repubbliche marinare.

Genova nasce come Repubblica marinara nel 1907: la sua crescita la porta inevitabilmente a rivaleggiare con Pisa e ad essere vittima di lotte interne tra le fazioni dei guelfi e dei ghibellini che favorirono l’ingerenza delle potenze straniere. Nel 1815, con il Congresso di Vienna, la città perderà la sua libertà e verrà assegnata al Regno di Sardegna.

Genovesi di spicco furono Guglielmo Embriaco, l’eroe delle Crociate, e Simon Boccanegra, primo doge della Repubblica, esiliato e poi rieletto fino all’uccisione da parte di sicari ne 1363.

Se Boccanegra, noto per i suoi eccessi, ispirò anche Verdi, Gian Battista Perasso, il “ragazzo delle sassate” distintosi durante la rivolta popolare del 1746 contro gli austriaci e celebrato con un monumento nel 1863, ha alimentato la leggenda del Balilla e la fortuna di questo soprannome poi divenuto col Fascismo il simbolo della gioventù italiana.

Per il controllo del Mediterraneo Genova finì per scontrarsi con Venezia, la più longeva delle Repubbliche Marinare.

La storia della Serenissima – una delle poche città a non avere origini romane – è stata caratterizzata non solo da successi ma anche da avvenimenti negativi: nel 1298 Venezia è sconfitta dalla flotta genovese nella battaglia di Curzola, nel 1348 è colpita dalla peste nera, nel 1509 la sua espansione sulla terraferma è arrestata da una lega di potenze straniere che la sconfiggeranno nella battaglia di Agnadello.

Espressione della forza e della potenza militare di Venezia è l’Arsenale, complesso di produzione antesignano della fabbrica, munito di personale specializzato.

Pittalis si sofferma su alcuni personaggi rappresentativi della città come il doge Marin Faliero, accusato di tradimento nel 1355 e poi decapitato, Agostino Barbarigo e Sebastiano Venier che si distinsero nella battaglia di Lepanto, il comandante della flotta veneziana Vittor Pisani e il doge Andrea Contarini.

Un capitolo a parte è riservato alle battaglie navali che videro protagoniste le flotte delle due Repubbliche: la battaglia di Curzola tra Genova e Venezia, quella dell’Isola del Giglio e quella della Meloria tra Genova e Pisa fino alla battaglia di Lepanto che vedrà Genova e Venezia allearsi contro i Turchi.

Una rievocazione del passato glorioso delle città marinare avviene nel Palio, gara in cui Amalfi, Genova, Pisa e Venezia si contendono il titolo di Repubblica più veloce sull’acqua e a cui è abbinato il corteo storico che si svolge in ogni Repubblica. Nell’albo d’oro Venezia è presente come la città che ha vinto il maggior numero di edizioni, seguita da Amalfi.

Nel chiedersi cosa sia rimasto oggi di quest’eredità, Pittalis coglie l’importanza economica, geografica e strategica del Mediterraneo, che è stato uno spazio di conquista commerciale e militare a lungo conteso dalle Repubbliche marinare.

Recensione
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