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La voce della violenza. Cause e aspetti del femminicidio

A metà strada tra il saggio e il romanzo, il libro di Rosolino Franco Fidone analizza il fenomeno del femminicidio in modo insolito, dando vita a un immaginario dialogo tra un medico e un paziente.

La narrazione si traduce in un vero e proprio setting, nel quale lo psichiatra, muovendo dagli interrogativi che gli vengono posti, indaga sulle dinamiche del rapporto di coppia e sulle radici della violenza che scatta quando l’amore degenera in odio.

Dallo scambio di idee che si svolge tra i due interlocutori scaturisce una stimolante riflessione su ciò che avviene nella mente dell’uomo in seguito all’abbandono da parte della donna amata, sul sessismo che ancora oggi offusca la mentalità maschile e che le trasformazioni in atto nella società, in seguito all’approvazione di leggi a favore della donna, hanno ulteriormente acuito (un capitolo del libro è riservato proprio alla legislazione femminile).

Al tempo stesso, l’Autore ricostruisce la lunga strada verso l’indipendenza femminile, percorso che ha prodotto dei forti cambiamenti anche sul sesso maschile, reso insicuro e aggressivo dalla perdita del controllo sulla donna, in precedenza a lui sottomessa.

Dopo aver tratteggiato la storia del fenomeno amoroso, l’Autore si sofferma sul femminicidio e sulla personalità, spesso borderline, degli assassini, nei quali emergono il lato infantile e l’istinto primordiale.

Non manca, accanto alla descrizione degli scenari – i cosiddetti “canovacci” – dei delitti passionali, il resoconto di noti fatti di cronaca avvenuti nel nostro paese (dal caso di Yara a quello di Meredith).

Con un magistrale colpo di scena, nel racconto lo psichiatra metterà a nudo, come davanti a uno specchio, le proprie emozioni, rivelando al lettore un vissuto che si salda inevitabilmente a quello del suo tormentato paziente.

Recensione
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