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L'inquisizione a Venezia

Nella collana La Grande Storia Illustrata della Serenissima è apparso questo saggio di Pittalis che analizza una delle forme più drastiche attraverso cui il Potere ha perseguitato la devianza: l’Inquisizione.

Come sottolinea Alessandro De Carlo nella prefazione al volume, Venezia ha adottato una linea repressiva efficace e moderata rispetto agli eccessi dell’Inquisizione spagnola, riuscendo a sottrarsi abilmente all’ingerenza del Papato.

In questo modo ha ribadito la propria autonomia nell’amministrare la giustizia e nel tutelare i propri sudditi, dovendo piegarsi alla Santa Sede solo nel caso di Guido da Fano.

Nel clima di terrore diffusosi in Europa a partire dal 1500, Venezia si distinse per la misura con cui ricorse alla tortura e al rogo per sradicare la diffusione dell’eresia e della stregoneria, preferendo alle sentenze esemplari l’esilio e l’annegamento dei condannati di notte nella laguna.

L’Autore si sofferma su alcuni cerimoniali di pubblico dominio come l’Autodafé, inaugurato da Torquemada nel 1481 a Siviglia e caratterizzato da una messinscena pensata appositamente per impressionare il popolo e alimentare la cultura del sospetto e della calunnia.

Sono anche riportati alcuni episodi significativi come il celebre processo nel 1555 contro Licenziato Costa, accusato di eresia e assolto per mancanza di prove, e il martirio di Marcantonio Bragadin, assurto a eroe per aver rifiutato di convertirsi all’Islam nella lunga guerra tra la Serenissima e i Turchi.

Che Venezia fosse un luogo tollerante è dimostrato poi dal fatto che vi giunse nel 1592 Giordano Bruno per trovarvi rifugio, ignaro che proprio qui sarebbe stato incarcerato in seguito alla denuncia del nobile da cui era stato ospitato.

Grazie all’attento lavoro di documentazione storica condotto visionando gli archivi, il saggio, splendidamente illustrato, finisce per ricostruire l’evoluzione di Venezia nel corso dei secoli, giungendo fino all’età napoleonica che segna il tramonto della Repubblica, parallelo alla chiusura ufficiale delle varie sedi del Santo Uffizio.

Recensione
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