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Nostro male quotidiano

Una vicenda di grande intensità è quella narrata da Luca Canali in “Nostro male quotidiano”, romanzo breve in cui il vissuto dei protagonisti si intreccia al ritratto di un’Italia passata attraverso il fascismo e il sessantotto.

Una folta galleria di personaggi, appartenenti a generazioni differenti, divise da sospetti e rivalità, popola il libro che si snoda in due segmenti narrativi: il primo è caratterizzato dall’ostilità, alimentata dai rancori esasperati dalla guerra, esistente tra Egidio e Silvio, l’altro dagli incontri amorosi di Pietro.

A fare da collante è la figura di Ida, amante del partigiano Silvio e di un gerarca nazista, oggetto del desiderio maschile anche nella maturità, vissuta tra spregiudicatezza e volontà di redenzione.

Persino Pietro, il marito della figlia Cloe, è turbato dalla sua sensualità al punto da sfogare su di lei le frustrazioni e il desiderio a lungo represso.

Un pessimismo di fondo permea la vicenda di questi individui condannati da un destino inesorabile alla solitudine. Nessuna possibilità di riscatto è prevista per Ida, illusa da amori impossibili come quello per l’arabo Sajez, né per Pietro, deriso nel suo amore paterno dall’inquieta Ornella.

Si ha quasi l’impressione che la guerra abbia cambiato scenario per sconfinare, anche dopo la sua conclusione, nel privato, vanificando sacrifici e buone intenzioni.

Recensione
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