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Ogni suo desiderio

Venticinque racconti confluiscono nella raccolta di Marino D’Isep, in cui storie più lunghe ed elaborate si alternano ad altre, decisamente brevi, dal tono asciutto e incisivo.

L’Autore privilegia la costruzione dell’intreccio al lavoro sulla scrittura che, nella sua essenzialità, è sempre al servizio del narrato.

Il racconto d’apertura, “Ogni suo desiderio”, dà il titolo all’opera e definisce la poetica di Marino D’Isep che mostra i suoi personaggi coinvolti in situazioni paradossali dall’esito non sempre scontato.

Coincidenze e imprevisti stravolgono le esistenze dei protagonisti che non riescono a sottrarsi al puntuale appuntamento col destino che li costringe talvolta a mettersi in discussione (“Ti aspettavo”).

In “Laggiù nella savana” lo scarto tra realtà e fantasia è così labile che il lettore non saprà mai se la storia di Sesto, emigrato per lavoro in Sudafrica, sia veritiera o inventata da questi per burlarsi del suo giovane interlocutore.

Altrettanto precario è il confine che separa la cosiddetta normalità dalla follia, fulcro della vicenda dell’inventore dello smaterializzatore: l’uomo, scambiato dai membri dell’ufficio brevetti per un pazzo, verrà allontanato senza indugio dall’edificio ma le conseguenze saranno catastrofiche.

Nell’antologia sono inclusi alcuni racconti (“L’angelo immobile”, “Quero 11 novembre 1917” e “Magia nel museo”) apparsi in varie edizioni delle “Storie minime bellunesi”, mentre “Un giorno d’agosto” ha partecipato al concorso letterario “Raccontiamo la montagna delle Prealpi bellunesi e trevigiane”.

Recensione
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