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Poeticamente viaggiando

L’esperienza del viaggio è sempre stata fonte di ispirazione per la poesia in quanto fuga dalla realtà e dal caos quotidiano, ricerca di un’armonia e di una bellezza presente nella natura e nell’arte.

La raccolta di liriche di Roberta Degl'Innocenti riattiva nel lettore il ricordo attraverso una rievocazione di immagini di luoghi, resi con una scrittura limpida e spigliata.

Tappe di un viaggio non solo letterario ma anche emotivo, le città divengono – come osserva Daniela Quieti nella prefazione – ben più che “edifici, strade e beni di consumo ma luoghi di vita interiore”.

Talvolta, questo percorso a ritroso fa affiorare brandelli dell’infanzia dell’Autrice: “Adesso che il tempo fanciullo è già passato, Trieste è ricordo leggero, segreta nube in mormorio di vento” (Trieste).

Diviso per sezioni e realizzato in modo impeccabile dalla casa editrice fiorentina Masso delle Fate, il volume rivolge un’attenzione particolare a Firenze, città cara alla scrittrice che la rappresenta attraverso il linguaggio dei colori.

Anche le scelte lessicali appaiono in sintonia con l’itinerario poetico: Lecce non può che essere barocca, così come Matera è sommessa, Londra è bagnata, Vienna è austera e così via.

C’è una forte componente citazionistica in queste liriche – tra i poeti omaggiati Saba in “Trieste” e Pessoa in “Lisbona” – in cui l’Autrice ricorre spesso alla rima: “ecco l’Atomium, moderno e singolare, /difficile spiegarlo in poesia/bisogna andarci apposta e così sia/”.

Questo cammino su e giù per il globo è, infine, arricchito da cenni storici: nella poesia dedicata alla Repubblica di San Marino, Roberta Degl'Innocenti ricorda come tale “piccolo gioiello” sia stato inserito nel 2008 dall’Unesco tra i patrimoni dell’Umanità.

Recensione
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