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Mi sono messo nei panni di Carrà (Questa mia straordinaria avventura)

L' arte contemporanea in Italia è stata tramandata per anni da uno stuolo di critici militanti che l' hanno animata, seguita, interpretata. Un lavoro artigianale, quasi mai improvvisato. Nato sul campo degli studi, delle gallerie, delle amicizie dirette con gli artisti. E soprattutto dalla stesura dei cataloghi e delle monografie. Molti di loro su quotidiani, riviste proseguivano i loro discorsi, le analisi. Nel corso degli anni l'attività venne limitata negli interventi e nelle occasioni. A causa della chiusura o trasformazione delle testate.

Tra i tanti interpreti dell'arte c'era anche Domenico Guzzi, che non era solo interprete, ma anche uno storico accurato, derivato dai contatti del padre Virgilio, che era stato anche pittore, dedicandosi a un figurativo ricco di colorazioni e creatività non pedisseque.

Domenico segue il padre con impegno mai dilettantistico o approssimativo.

Nel 2009, a soli cinquantacinque anni, ci ha lasciato, interrompendo il suo impegno.

Per ricordarlo, sua moglie Tiziana Casatelli, ha pensato di offrirci spunti, rievocando gli anni dell'ultimo Novecento, ricco di presenze stimolanti.

Alcuni artisti, scelti nel loro essenziale risalto, come Calabria, Ceccotti, Gaetaniello, Guida, Masci, Mulas, Paternesi, Sinisca, Soccol, Vespignani, sono inseriti nel volume, tramite illuminanti ricordi e stralci critici.

Nel testo risalta un'accurata scelta di immagini fotografiche di de Chirico, Carrà, Calabria, Mulas, Greco, Belli, Titonel, Turchiaro, Masci, etc.

Ma non solo. Arricchisce il ricordo un inedito racconto autobiografico, confermante doti e storia di un interprete da rimpiangere e rivalutare.

Alcune indicazioni sul suo metodo interpretativo: Calabria “...si mantiene sul filo di una figurazione mnemonica che ricostruisce un assieme liberato dagli entusiasmi e dolcezze del vero...”; Ceccotti “...L'occhio del pittore...,affonda nell'imperturbabilità degli equilibri...”; Gaetaniello “...Un'immagine concepita nell'atmosfera di un senso a suo modo ondulante...”; Guida “...giunge alla definizione dell'immagine per la via di un assoluto calibro immaginario, quasi fosse il paesaggio romano, momento di un ignoto che si concreta nell'incantato segno della rivelazione...”; Masci “...Due, essenzialmente i piani dell'immagine...”; Mulas “...sembra sulla via di proseguire un cammino che già, da qualche anno...s'impronta ad una logica meramente visionaria o...di assoluta matrice surreale...”; Paternesi “.. Questa pittura “minimale” consente... di analizzare non tanto un racconto...quanto piuttosto, di scoprire un mondo di velate suggestioni...”; Sinisca “...pittore, scultore, litografo, ceramista, scenografo, designer, fotografo, s'è sperimentato...in più ambiti nella convinzione che un artista debba essere, per sua natura...poliforme...”; Soccol “...L'immagine e l'immaginario...è...modale per sua complessa convinzione culturale...”.

A Vespignani, Domenico Guzzi dedica una lunga lettera rievocativa del loro connubio ed amicizia del marzo 2006.

Considerazioni di un'esigenza di focalizzare il segno, la tendenza, l'esigenza di percepire un'arte aperta a tanti risvolti rifondativi in un magma di espressività multiformi e dinamiche.

Risentono i suoi giudizi di percezioni nate da interiorità da svelare col tocco di coinvolgimenti mai distaccati o accennati. Il critico si mostra osservatore di una leggerezza umanizzata d' ancestrali stimoli ricchi di chiarificazioni inebrianti nella sfera di una oggettività razionale.

Questo il suo merito essenziale che viene prima dell'approfondimento forbito di origine e sapore mai locale o ristretto.

Segue un intervento di Claudio Rendina che ricorda l'origine del libro, voluto ammirevolmente da Tiziana per seguire Domenico nelle sue fasi di attento studioso, non solo di stati d'animo o espressioni, in un contesto storico oggi ritenuto appannaggio di aristocraticità esteriori e spesso esibizioniste.

Domenico documenta, scrive, fa rivivere l'arte che è un patrimonio di risorse da inventare, decifrando con rispetto e convinzione quelle che sono le prerogative dell'artista.

Il ricordo di Tiziana Casatelli approfondisce la natura solitaria dell'interprete che seguiva gli artisti e i galleristi con dedizione, adottando il metodo dell'immedesimazione.

Recensione
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