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Letti bianchi

È' una piccola antologia sul dolore, le poesie che ne fanno parte segnano il percorso d'una vita: in un lampo il suggello si pone nelle ultime battute.

Ciascuno dei poveri corpi ospiti di ogni letto dell'ospedale, porta in sé una situazione, un ricordo, una parola che è decisiva e solo sua. Questi poveri sofferenti corpi non hanno l'ansia dell'eternità come i personaggi delle epigrafi di Spoon River un libro amatissimo che subito mi è balzato davanti anzi, ci dicono struggenti che la vita va vissuta all'intero.

Questa volontà valica i confini del tempo e del dolore, è nutrita dall'amore misterioso verso la vita, un amore tutto terreno quindi, che è più forte del dolore stesso e riesce a varcarne i confini.”E i medici stupiscono / con me che a stento lo contengo”.

Oppure “confusa da un figlio che divora la vita / per morire / prima di morire”. Strazianti i versi del letto 10, occupato da un disperato corpo che non ha più voce: ..e il grumo di domande / che fa più vero l'uomo / è mutismo cieco sotto il bianco del lenzuolo”.

Firenze, 04-02-2019

Recensione
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