Servizi
Contatti

Eventi


Solo parole

Ines Scarparolo, vicentina di nascita, oltre che avere al suo attivo una lunga produzione letteraria e poetica, dialettale e italiana che risale al lontano 1977, fa parte del Cenacolo dei Poeti Dialettali Vicentini e di numerose altre Associazioni Culturali locali, regionali e nazionali. Per di più è anche un’ottima disegnatrice e pittrice, particolarmente nell’uso dell’acquarello.

In queste poche ma significative pagine trovano spazio singolari versi, esaltanti non unicamente l’abile vena poetica e donandoci anche il senso del profondo sentimento che alberga, non soltanto nella mente ma, più che mai, nel cuore sensibile di un’autentica donna: moglie, mamma, nonna, non limitata da queste umane classificazioni e immensamente vissuto nella quotidianità, costantemente, sempre. Essere donna, per Ines, vuol dire esprimersi in poesia; artista sensibilmente anche quando si affretta a giocare, non solamente con i colori, ma anche quando scherza con il suo caratteristico dialetto che le dona un’aura tutta speciale, dalla quale si viene conquistati, avvinti e fortemente appagati. Forse perché, il dialetto veneto, fa muovere e vibrare quelle corde interiori che mettono in moto, almeno in me, un meccanismo di serenità e di allegria da sempre vissuto intensamente? Se è per questo ben venga: sono contento di ascoltare e goderne fino a quando mi sarà possibile!

La carissima amica Carla Boni, nota cantante di musica leggera, telefonandomi, sovente nel pieno della notte, si presentava con un verso di una lirica che avevo posto in apertura di un volumetto: “Due parole son una vita! Io posso dirvele…” Per Ines oltre che essere “una vita” sono l’essenza stessa della poesia e dell’essere poeta.

«Dire “parole” può sembrare facile, ma non lo è soprattutto se a cercare le parole giuste (le più appropriate) è un poeta. E se si tratta di una poetessa che risponde al nome di Ines Scarparolo, il dire, “solo parole” nel suo caso, risulta davvero fascinoso, elegantemente collegato ad Io dei più sensibili e carico di significati, di incontri-scontri con un concerto di piccole-grandi verità, di attese, di risvolti umani e legati a una fede solare, a un canto dall’orizzonte ampio per amore e gioia nel dare», ha giustamente scritto Fulvio Castellani, nella Prefazione. Fra virgole di nubi: Divaga il pensiero / sulle forme adorate. / Curioso, s’attarda / tra morbide dune, / invade amoroso / umbratili sentieri / e riscoprire, incantato / ogni serico fiore. / E i fantasmi di ieri / più non raschiano / ferite di ombre antiche / bensì velano col sogno / corpi dolcemente allacciati. / Così, nel quieto imbrunire / fra virgole di nubi / dipinte d’indaco e viola / ancora colgo, amore / le tue labbra dischiuse / e protese per un bacio.

Questo “Solo parole” si trasforma in messaggio sensibile e geniale che, scardinando le dure porte celanti la fragilità umana, ci confina nell’eterno mondo dei sogni che ogni essere vivente dovrebbe imparare a trasformare in costante realtà.

Ines, con poche parole, più di due, riesce a darci quel senso innegabile e immutabile nel quale tenta di far vivere tutti coloro che ne sono lontani.

Recensione
Literary © 1997-2023 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza