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In questi sette
racconti della scrittrice fiorentina registriamo la contaminazione della
profonda quotidianità, impastata di negazioni e sofferenze, con il sogno o il
delirio e l'esperienza si ispessisce di rimandi e di richiami.
Questa
contaminazione non può però avvenire che attraverso uno scarto del senso comune
e uno sconvolgimento della percezione sicché il confine fra la realtà e la sua
proiezione onirica è indefinibile e ambiguo.
L'uomo, creatura
in bilico fra storia e metastoria, fra cronaca e pulsioni inconsce, appare
incapace di gestire la sua complessità con le sole armi del razionale: la
religione, il mito, il fantasmatico soccorrono la complessità del suo sentire.
Soccorrono o ne sono parte non alienabile?
Questi racconti
colgono il momento in cui nella vita dei protagonisti irrompe l'altra
percezione, quella dell' "occhio interno" per dirla con un linguaggio junghiano.
Troppo
semplicistico sarebbe liquidarli come storie di "nevrosi". Le connotazioni
fortemente simboliche fanno riferimento ad un universo parallelo a quello del
sensibile codificato che lo infesta come un virus e, nutrito dallo stesso cibo,
quando affiora è proiettivo del primo pur assumendo l'aspetto del sogno, del
delirio, della follia e di arcani indizi come quelli impressi su un foglio
bianco sottostante ad uno vergato.
La scrittura,
seppur piana, echeggia evocazioni e richiami, ben sintonizzata con l'ideazione
fra cronaca e mistero.
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Recensione |
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Il venditore di palloncini
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narrativa
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| Autori |
| • | Roberta Degl'Innocenti |
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Edizione:
Ibiskos Editrice
Empoli 1995 |
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| Prefazioni di Carmelo Mezzasalma, Giulio Panzani e Giuliana Matthieu. In copertina disegno di Graziana Ulivieri - pp. |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Sodalizio letterario, Il nr.36/1996
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