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Vorrei segnalare
un bel libro di Sandro Gros-Pietro su Liliana Ugolini, poetessa fiorentina, da
oltre venticinque anni attiva in campo nazionale. Del primo, ricordo la sua
fervida attività editoriale ( nel 1980 ha rilevato dall’ editore Giappichelli di
Torino la collana “ I Gherigli” ed ha fondato la casa editrice “ Genesi”) ma
anche quella relativa di scrittore in proprio con già vari volumi di poesia e
prosa pubblicati dagli anni Settanta in poi.
Della seconda va
detto che oltre alla produzione di una dozzina di libri di libri, l’autrice si è
sempre distinta per una curiosità innata verso tutto ciò che ruota attorno al “
pianeta” Poesia, intendendosi quest’ultima, non solo come la mera
versificazione.
Ho scritto
volutamente il termine “ pianeta” alludendo alla intelligente curatela della
Ugolini di una delle manifestazioni poetiche più interessanti che vanno
svolgendosi da anni in Italia e cioè “ Pianeta Poesia” progetto
interdisciplinare diretto da Franco Manescalchi per il Comune di Firenze,
all’interno del quale la Ugolini è, per l’appunto, responsabile del settore
multimediale e della scrittura scenica. Quest’ultimo aspetto mi permette di
menzionare, sia pure per un breve accenno, alla passione teatrale di questa
poetessa e all’intensa attività da lei svolta sperimentalmente in campo
teatrale.
Uno dei suoi
libri più recenti è esplicitamente intitolato “ Spettacolo e Palcoscenico” (
Campanotto 2003) testo concepito in una sua fruizione teatrale e, dunque, come
tale, suscettibile di continue sperimentazioni trasformative, laddove il segno –
per usare le parole stesse dell’ autrice – “ diviene vero sé attraverso luci,
spazi, suoni, movimento. La parte cartacea è solo l’inizio del dire. Sarà lo
spettacolo, ogni volta diverso, a dare il completamento di significante e
significato al contenuto”.
Da questi pur
brevi accenni critici si evince il plurilinguismo espressivo di questa poetessa,
nel quale più che stabilire campi semantici univoci, l’autrice vuol come fornire
una “ mappa ermeneutica mobile” all’interno della quale spetterà proprio al
lettore poter accedere ai diversi indirizzi ecdotici; “ diversi” proprio perché
forniti da un testo aperto a più soluzioni interpretative, Da qui “ anche”
l’interesse ai miti, alle fiabe, alle marionette. Sandro Gros-Pietro fa
riferimento, in particolare, a due libri significativi: “ Flores” ( Gazebo 1994)
e “Fiapoebesie/ vagazioni” ( ivi 1996). Nel primo l’autrice “ rappresenta una
forma di edificazione metaforica del mondo, sulla falsariga delle corrispondenze
delle classificazioni della botanica e le classificazioni dell’umanità, un’
intelligente e nuova prova del non nuovo “ erbario poetico” in chiave vagamente
repertoriale, scherzosamente antologica ed enciclopedica”.
Nel secondo “
l’analisi è completamente orientata al mondo delle idee e delle categorie
mentali rappresentate dai personaggi protagonisti delle vicende narrate dentro
le fiabe, dentro al teatro o nel melodramma, in una sinestesia di contributi che
unisce insieme la musica e la letteratura”.
In
ultima analisi, ci troviamo di fronte ad una poetessa che non si contenta di un
solo canale ( fiume) espressivo, ma sa – in questo qualche seme della
multiespressività rinascimentale fiorentina deve pur esserle rimasto nel sangue
– convogliarlo in un complesso e complessivo “ delta” creativo di variegata
fascinazione, nel quale parola poetica, parola teatrale, mito, fiaba, gesto e
invenzione performativa si fondono nel più vasto desiderio di conoscenza umana e
di “ raffigurazione del mondo”.
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Recensione |
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Liliana Ugolini. Poesia, teatro e raffigurazione del mondo
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saggistica
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| Autori |
| • | Sandro Gros Pietro |
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Edizione:
Genesi Editrice
Torino 2005 |
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| pp. 192 |
| prezzo: € 20,00 |
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| Recensione a cura di |
| • | |
Pubblicata su:
America Oggi nr.1/2006
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