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Prefazione a
Notazioni estemporanee e Varietà vol. IV
di Pietro Nigro

la Scheda del libro

Pasquale Francischetti

Continua con successo la serie “Notazioni estemporanee e Varietà”, scritta con maestria da Pietro Nigro; infatti siamo già al IV volume, che, ovviamente, si estende sulla falsa riga dei precedenti, con “Recensioni, prefazioni, riflessioni, poesie, ecc.

Si comincia con una recensione sulla silloge poetica in dialetto siciliano “Vuci di casa mia” di Salvatore Cagliola. Qui Nigro mette in risalto la fervente religiosità del poeta e dell’uomo Cagliola. Altro tema presente in questa raccolta è il tempo, infatti Nigro dice: “Il tema del tempo che passa è un motivo ricorrente nella poesia di Salvatore Cagliola, come nella lirica “Sittantadue” (p. 60). Il tempo è paragonato a un cavallo pazzo che scappa di mano e pare che da un momento all’altro debba cadere. Il poeta ormai attempato si rapporta a un ragazzo che lo saluta passando, e a cui i suoi acciacchi non possono interessare …”.

Segue la recensione ad un’altra silloge poetica, stavolta in lingua italiana: “Pensieri di primavera”, del poeta siciliano Antonio Tiralongo, che, nella maggior parte delle sue liriche, narra delle sue esperienze di vita fino ad oggi che è diventato nonno di tre nipotini.

Tiralongo narra anche della sua “amicizia” con il noto cantante Mino Reitano e di altri personaggi.

Di lui Nigro conclude: “Le sue sono pagine di profonda riflessione che non possono non commuovere chi si lascia trasportare dai suoi versi genuini e spontanei, così come gli escono dal cuore”.

Si continua con la recensione ad una mostra personale dell’artista Giovanni Iurato (17 dicembre 2017 – 17 gennaio 2018), a Pachino (SR). Qui Nigro esprime tutte le emozioni ricevute ammirando le opere dell’artista e conclude il suo commento dicendo: “Non è solo la ragione che deve dominare la pittura, ma come in Iurato, principalmente il sentimento, che deve stimolare l’artista al raggiungimento delle eccelse vette dell’Arte”. Poi, la prefazione ad una raccolta poetica di Antonio Tiralongo, sempre di natura autobiografica: “Terra e suoni”. Infatti, Nigro dice: “Egli rievoca gli anni trascorsi e si abbandona ai ricordi dei familiari più cari ormai scomparsi come il padre Concetto o lo zio Paolo o lo zio Peppino, degli amici perduti per sempre come Mino Reitano o Lucio Dalla o Luciano Beretta, degli artisti apprezzati e amati come Lucio Battisti …”. Seguono le “Riflessioni” di Pietro Nigro, di cui abbiamo già espresso il nostro commento nel volume precedente: “Notazioni estemporanee 3° volume”. “Poesie e cori” si compone di tre poesie di Nigro e di altre 4 poesie già pubblicate nella sua opera “Il deserto e il cactus”; accompagnate dalla versione in dialetto siciliano delle stesse ad opera del poeta Turiddu Bella, che mette in evidenza l’importanza del dialetto.

Infine, il volume si conclude con un saggio di Nigro su “Nerone Claudio Cesare Augusto”, in cui egli difende l’imperatore dicendo: “… Carlo Pascal, … afferma che fossero stati alcuni fanatici cristiani d’accordo con alcuni esponenti dell’aristocrazia senatoria i veri responsabili. Quando iniziò l’incendio Nerone era fuori Roma, ad Anzio, …”

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