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Prefazione a
Notazioni Estemporanee e Varietà V
di Pietro Nigro

Pasquale Francischetti

Nel segno di una continuità costante, anche in questo V volume di Notazioni, Pietro Nigro mantiene intatto lo schema utilizzato nei quattro volumi precedenti. Infatti, anche qui si comincia con due ampie recensioni: la prima su un libro di poesie dell’amico Salvatore Cagliola; la seconda dedicata al primo romanzo inedito di Paolo Fiorletta.

In entrambe, Nigro fa sfoggio della sua antica esperienza di critico obiettivo e sagace, portando il lettore ad interpretare al meglio le due opere in modo da rendere tutto fresco e leggero. Seguono due riflessioni che ci danno l’occasione di penetrare nell’intimo dell’autore, il quale dice: “Ero nato per capire, ma di ciò mi accorsi qualche anno dopo, quando avevo tredici o quattordici anni.”.

E ancora: “Non possiamo diventare diversi da quelli che siamo da un giorno all’altro. Occorre del tempo, forse molto, forse troppo, per essere in grado di capire”. Ma qui il riferimento è alla religione ed anche al nostro comportamento verso Dio.

Vi è poi un’ampia riflessione che Nigro compone dopo aver letto un saggio di Isabella Michela Affinito proprio sulle “componenti nostalgiche e musicali nell’ars poetica di Pietro Nigro”, non ancora pubblicato. In sintesi Nigro, cercando di estraniarsi dal contesto che lo riguarda, dice: “… Comunque sia, il suo libro è eccellente e apre nuovi orizzonti culturali che vale la pena leggere e analizzare per cui è una di quelle pedine di cui non può farsi a meno nella editoria del nostro tempo”. Nella successiva sezione di sei poesie, Nigro cerca di trasmettere al lettore alcune delle proprie emozioni vissute nel bene e nel male; e lo fa (bisogna ammetterlo) con una certa pacatezza, come chi si sente in pace con se stesso, ma soprattutto con gli altri.

Soffia il vento / e non sa chi lo comanda. / …
Cerca l’anima / il suo rifugio estremo / e si fa
creatura della mente
”.

In alcuni versi si nota una discreta religiosità devota che è utilizzata per alimentare una certa serenità dell’anima, anche perché quando la realtà che ti circonda non è proprio rosa, bisogna pure aggrapparsi ad un’ancora di salvezza.

E passiamo ai saggi sui “quattro imperatori e la dinastia dei Flavi”, dove Pietro Nigro mostra le sue fondamentali doti di conoscenza di questi periodi storici. Per ognuno di loro, Nigro, ne descrive una brevissima ma necessaria biografia contornata da alcuni fatti salienti della loro storia di vita vissuta.

Per concludere, bisogna riconoscere che l’impegno letterario di Pietro Nigro, è considerevole; e che con esso egli ci fa conoscere anche la sua esistenza privata con amabili e illusorie apparenze, ma anche con la certezza di una impensabile verità che a volte si disperde nella corrente inesorabile del tempo.

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