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Prefazione a
I Preludi vol VII
di Pietro Nigro

dati del libro

Pasquale Francischetti

La forza di un poeta si misura quasi sempre dal distacco che egli imprime alla materia del suo pensiero e alle forme con cui si esprime nel descrivere i vari momenti nati dalle mutazioni del suo stato d’animo. E noi crediamo che in parte questo sia il caso di Pietro Nigro, nel senso che nella sua poetica la solitudine e l’innocenza della parola sembrano mescolarsi alla veginità dei ritmi creativi. “Lenta la notte il suo manto stende / a custodir melanconiche memorie / prole di vita.” (pagina 7). L’autore segue un suo personale percorso per arrivare alla vbera dimensione delle cose, e nello scorrere le vicende storiche personali riesce a conservare in esse la cenere che alimenterà il fuoco della propria sofferenza umana. Sembra, dunque, che il motivo primario della sua poetica sia quello di “raccontare” agli altri ed a se stesso le pene dell’esistere, il bisogno di cantare la propria inquietudine ( che è poi l’inquietudine dell’uomo d’oggi) attraverso il mezzo poetico. “L’amor disseta i petti / più di un azzurro rio, / e mai sua acqua è troppa / o vana cosa:” (pagina 6). La sua, infine, appare una poesia apparentemente e prevalentemente individuale e autobiografica della propria condizione di uomo, ma il poeta possiede l’abilità di far sì che anche gli altri possano riconoscersi nella visione esistenziale della persona umana in quanto tale. “Quando d’angoscia saturo io sto / colei che l’uomo non fa bruto / a me in aiuto vola / e lenisce il mio cuor.” (pagina 16). E non v'è dubbio che la sua poetica racchiude in sé una evidente esplosione creativa che fa di Nigro un poeta molto interessante. Infatti, un poeta è tale quando con la sua opera riesce a creare una trasmissione tra i suoi moti sentimentali e i momenti affettivi che nascono nello stato d'animo del lettore. “Soltanto amore durerà nel tempo, / e col tempo darà a se stesso forza; / soltanto amore non morirà nel tempo / e durerà finché l’eterno dura.” (pagina 14). Comunque al di là di una esposizione organica di elementi e rapporti interperso ali, vi è in queste poesie di Nigro una necessità concreta di narrare il destino dell'uomo: le sue gioie, l'amore, le cocenti delusioni, i dolori e la dignità umana. “Una musica allora mi fu compagna / del pensiero ilare / e nell’onda sua melodica / travolse la mia mente.” (pagina 12). Infine, è doveroso dire che l’autore in questo suo lavoro poetico si esprime con adeguata freschezza, e al tempo stesso, con le armi dell’esperienza e la forza della saggezza.

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