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Poesia post-ermetica questa di Franco Orlandini, dove la magia delle similitudini e delle metafore attira il lettore in una sfera esistenziale e pensosa «E tu guarda, viandante che mi segui: | dentro il vapore saturo che volge, | non sono che figura evanescente...».

Il corpo del suo discorso poetico assume dinamicità perenne, per cui le immagini erompono dalla vita stessa del linguaggio usato dal poeta «Si estenua il colloquio con il tutto: | ovunque lo devìa di fatui specchi, | l'intreccio degli abbagli, lungo i giorni...».

Nel tempo che traligna le stagioni della sua vita, si fa strada, ad intervalli, il riconoscimento del suo fallito tentativo di liberarsi dei propri mali, delle proprie inquietudini che continuano a scorrere con immagini insistenti sullo schermo della vita: « Ovunque lascia orme di ferite, | il giorno in fuga...».

Comunque al di là di una esposizione organica di elementi e rapporti interpersonali, vi è in queste poesie di Orlandini una necessità concreta di narrare il destino dell'uomo: le sue gioie, l'amore, le cocenti delusioni, i dolori e la dignità umana.

Sembra, dunque, che il motivo primario della sua poetica sia quello di "raccontare" agli altri ed a se stesso le pene dell'esistere, il bisogno di cantare la propria inquietudine (che è poi inquietudine dell'uomo d'oggi) attraverso il mezzo poetico.

La sua, infine, appare una poesia apparentemente e prevalentemente individuale e autobiografica della propria condizione di uomo, ma il poeta possieda l'abilità di far sì che anche gli altri possano riconoscersi nella visione esistenziale della persona umana in quanto tale. E non v'è dubbio che la sua poetica racchiude in sé una evidente esplosione creativa che fa di Orlandini un poeta interessante. Un poeta è tale quando con la sua opera riesce a creare una trasmissione tra i suoi moti sentimentali e i momenti affettivi che nascono nello stato d'animo del lettore.

Lettore che, in quest'opera, si rende conto che non solo «il sogno si fa polvere», ma che nella vita reale ci si difendeanche con una sorta di autodifesa esistenziale.

da: Albo d'oro 1994, a cura di Nunzio Menna,
Menna Edizioni, Avellino 1995, pp. 188-189.

Recensione
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