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Fine del primo tempo

Una telefonata da Ravenna pone il narratore , un insegnante di francese alle prime armi obbligato a trasferirsi a Treviso per trovare la cattedra, in una situazione imprevista, drammatica. Suo padre sta per morire. La malattia e la morte annunciata del padre, che viene seguito e assistito scrupolosamente fino alla fine dal figlio, che si divide fra la scuola trevigiana e l'ospedale ravennate, provoca un doloroso ripensamento della ragione del loro contrasto, non superato.

Nessuno dei due affronta apertamente il discorso sulla morte imminente. Ma anche altre fasi del loro rapporto, intenso, sono state caratterizzate dal non-detto. Il narratore soffre di un forte senso di colpa per rispondere al quale riesamina la biografia e le ragioni del padre con il quale ormai la morte incombente non consente più nessun confronto, verbale.

Il padre, figlio di un bracciante, ha abbandonato la campagna ed è diventato assistente tecnico di laboratorio di chimica e fisica in un istituto ravennate.

Dopo aver lavorato tre anni nell'ufficio personale di una società ravennate, a due chilometri da casa, il narratore ha maturato la decisione, fortemente disapprovata da suo padre di iscriversi alla facoltà di lingue di Ca' Foscari per cambiare professione, diventare un insegnante.

Dopo la morte della madre, il rapporto fra il narratore e suo padre è diventato quasi ossessivo. Ma intanto il giovane sta maturando alcune scelte incomprensibili e incompatibili con la mentalità del padre. L'adesione allo sciopero degli operai della sua azienda, la conseguente discriminazione salariale in fabbrica nei suoi confronti. la brutalità del padrone, spinge il narratore a guardare in modo diverso ì suoi diretti superiori e i padroni dell'azienda. La discriminazione salariale nei suoi confronti non viene nè motivata nè giustificata.

Il padre del narratore aveva motivato il suo disaccordo per la decisione del figlio di diventare insegnante con la miseria e la marginalità della nuova professione.

Ma il figlio sente anche l'opposizione del padre come una ingiustizia. La vicenda si svolge negli anni immediatamente precedenti e successivi alla guerra in Viet-Nam, al maggio parigino, alla invasione della Cecoslovacchia.

Il narratore rifiuta l'esaltazione velleitaria della rivoluzione con le armi propagandata da un editore finito poi tragicamente. Il Partito comunista italiano mostra tutte le sue contraddizioni. E le sue ambiguità.

A Ca' Foscari cattedrattici davanti alla occupazione delle aule da parte degli studenti , sono confusi, arroganti, scoordinati. Ma i dirigenti improvvisati della rivolta studentesca non hanno obbiettivi precisi.

Il narratore prosegue i suoi studi, va all'estero, conosce alcune ragazze. Si sposa.

La sua carriera di studente universitario, il suo matrimonio, confermano la validità della sua scelta di abbandonare la sua professione iniziale con il costo che essa avuto, la disapprovazione e la separazione dal padre. Sta per nascere un figlio. La vita prosegue.

Recensione
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