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La donna del ventesimo secolo. Dal can can al charleston

E' ancora in corso un attacco, che più meschino non potrebbe essere, all'abbigliamento estivo di alcune donne elette alla Camera dei deputati e al Senato. Non c'è proporzione fra l'attenzione e lo spazio dedicati all'abbigliamento femminile estivo e il riscaldamento del pianeta Terra che è la causa reale del disagio anche estivo delle rappresentanti e dei rappresentanti del popolo.

Pessina è una scrittrice napoletana che ci ha donato riflessioni e medaglioni dedicati alla condizione femminile in Europa e in Italia.

Una di queste donne di grande valore è la scrittrice e giornalista Matilde Serao.

Chiunque entra anche occasionalmente in una tabaccheria può constatare il successo, ancora adesso, del gioco del lotto. Benedetto Croce nel suo saggio sulla Serao ha notato acutamente come la Serao prima nel romanzo “Il ventre di Napoli” e poi “Il paese di Cuccagna” abbia definito il gioco del lotto il sogno di felicità e ha trovato l'origine della definizione nel romanzo di Balzac “Un ménage de garcon.

Anche Antonio Gramsci ha dedicato delle riflessioni sull'origine dell'espressione oppio del popolo e ha ipotizzato che Carlo Marx, lettore e grande ammiratore di Balzac, abbia preso l'immagine usata nell'articolo giovanile “Per la critica della filosofia del diritto di Hegel” dal romanziere francese.

E' possibile. E' probabile. Ma è sicuro che nessuna citazione di Marx giovanile è stata riprodotta e falsificata come questa.

Cerchiamo di riprodurla in modo comprensibile: “Questo Stato, questa società producono la religione, una coscienza capovolta del mondo, poiché essi sono un mondo capovolto. La religione è la teoria generale di questo mondo, il suo compendio enciclopedico, la sua logica in forma popolare, il suo point d'honneur spiritualistico, il suo entusiasmo, la sua sanzione morale, il suo solenne compimento, il suo universale fondamento di consolazione e giustificazione. Essa è la realizzazione fantastica dell'essenza umana, poiché l'essenza umana non possiede una realtà vera.

La lotta contro la religione è dunque mediamente la lotta contro quel mondo, del quale la religione è l'aroma spirituale.

La miseria religiosa è l'espressione della miseria reale e la protesta contro la miseria reale.

La religione è il sospiro della creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, cosi come è lo spirito di una condizione senza spirito.

Essa è l'oppio del popolo.

Eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigerne la felicità reale.

L'esigenza di abbandonare le illusioni sulla sua condizione è l'esigenza di abbandonare una condizione che ha bisogno di illusioni.

La critica della religione, dunque, è, in germe la critica della valle di lacrime di cui la religione è l'aureola.

La critica (della religione, aggiunta dal recensore) ha strappato dalla catena i fiori immaginari, non perché l'uomo porti la catena spoglia e sconfortante, ma affinché egli getti via la catena i fiori vivi.

La critica della religione disinganna l'uomo affinché egli pensi, operi, configuri la sua realtà come un uomo disincantato e giunto alla ragione, affinché egli si muova intorno a se stesso e perciò al suo sole reale. La religione è soltanto il sole illusorio che si muove intorno all'uomo, fino a che questi non si muove intorno a se stesso.

E' dunque compito della storia, una volta scomparso l'al di là della verità, quello di ristabilire la verità dell'al di qua. E' innanzitutto compito della filosofia, la quale sta al servizio della storia, una volta smascherata la figura sacra dell'estraneazione umana, quello di smascherare l'autoestraneazione nelle sue figura profane. La critica del cielo si trasforma nella critica della terra, la critica della religione nella critica del diritto, la critica della teologia nella critica della politica.”

L'articolo del giovane Marx inizia con questa affermazione: “Per la Germania, la critica della religione nell'essenziale è compiuta, e la critica della religione è il presupposto di ogni critica”.

E più avanti continua: “Il fondamento della critica irreligiosa è: l'uomo fa la religione, e non la religione l'uomo.

Infatti, la religione è la coscienza di sé e il sentimento dell'uomo che non ha ancora conquistato o ha già di nuovo perduto se stesso”

Fra questa posizione di Marx giovane e le campagne per la distruzione degli edifici e dei simboli religiosi, la creazione dei musei dell'ateismo vi è un abisso.

Nell'articolo di Marz giovane vi è ben altro che il disprezzo per la religiosità e la religione.

Rappresentare la festa di San Gennaro a Napoli con relativa trasformazione del sangue del Santo protettore della grande città come una manifestazione dell'arretratezza del popolo partenopeo è palesemente una delle numerose espressioni dell'antimerionalismo insopportabile, sopratutto nelle regioni del Nord Italia,

La lettura delle pagine che Pessina ha dedicato al mondo femminile del primo Novecento riconferma l'ammirazione e la stima per l'intelligenza delle scrittrici meridionali.

luglio 2019

Recensione
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