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Lo stato cristiano e le funzioni del re e del sacerdote

Il saggio di Carlo Frison provoca inevitabilmente delle riserve critiche e degli interrogativi fin dalla prima parte del suo titolo. Che cosa si intende per “Stato cristiano” ? Come si sono realizzati storicamente degli Stati che si sono autodefiniti cristiani ? E' mai esistito uno Stato cristiano ? Può esistere uno “Stato cristiano” nel mondo globalizzato nel quale viviamo oggi ?

Nella storia europea vi sono stati dei capi di stato che hanno proclamato il loro Stato “cristiano”. Ma questa autoproclamazione quale significato ha avuto e quali conseguenze ha provocato? Che cosa si deve intendere per “cristiano” ?

Cristiano è il pensiero di Gesù Cristo come è stato riferito nei Vangeli, nel Nuovo Testamento.

Frison dà per scontato che uno stato possa essere cristiano ma sembra molto problematico che uno Stato possa essere tale. Cristo si rivolge alla singola persona che invita a credere al suo messaggio e a praticarlo.

E' storicamente verificabile che vi possano essere de credenti singoli o associati credenti che ritengono di praticare o praticano la religione di Cristo.

Ma della Chiesa cattolica, una delle organizzazioni cristiane ma non l'unica ed esclusiva, fanno parte credenti che vivono in tutto il mondo e quindi devono confrontarsi con Stati di ogni tipo .

Pensare che il rapporto fra i cristiani e gli Stati a livello mondiale possa essere riassunto in una unica formula o che esso possa essere individuato nel Vecchio Testamento è limitare in modo grave il campo di ricerca e di indagine.

Lo stesso rapporto fra il Vecchio e il Nuovo testamento è molto più problematico di quanto sembra ritenere Frison.

Anche se il campo di indagine teorica e storica viene limitato soltanto ai cristiani o cattolici in Italia, ci rendiamo conto che essi hanno adottato formule diverse di grande interesse nel corso dell'evoluzione storica degli stati italiani.

La forza dei cristiani in Italia e nel mondo è stata e sta nella loro capacità di capire e di praticare la religione di Cristo non nella individuazione delle formule con le quali regolare il loro rapporto con gli Stati.

Anche se le formule da adottare nei rapporti fra la Chiesa cattolica dentro gli stati nazionale non sono irrilevanti.

Lo Stato all'interno del quale la adesione e la pratica del cristianesimo trova ostacoli minori è sicuramente la Repubblica borghese con tutte le sue libertà del cittadino e tutte le sue miserie del borghese.

Nella globalizzazione, nello estendersi e svilupparsi rapido del mercato mondiale, di una società mondiale di produttori di merci, il cui rapporto di produzione generalmente sociale consiste nell'essere in rapporto coi propri prodotti in quanto sono merci, e dunque valori, e nel riferire i propri lavori privati l'uno all'altro in questa forma oggettiva come eguale lavoro umano, il cristianesimo col suo culto dell'uomo astratto, e specialmente nel suo svolgimento borghese, nel protestantesimo, nel deismo è la forma di religione più corrispondente, come afferma Carlo Marx nella sua opera della maturità. Non certamente nelle sue opere giovanili.

I Papi che si sono succeduti dal Concilio Vaticano II fino ad oggi stanno faticosamente liberando la Chiesa cattolica, con dure lotte, da tutte le incrostazioni feudali, preborghesi, che hanno oscurato e oscuravano il messaggio della religione di Cristo.

Le persecuzioni spesso feroci e sanguinarie nei confronti di tanti cristiani da parte di Stati integralisti e preborghesi costituiscono il più alto riconoscimento dell'attualità dei valori universali del cristianesimo.

Recensione
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