Servizi
Contatti

Eventi


Oriana Fallaci Amore, vita e morte nelle sue opere

Oriana Fallaci, è nata il 29 giugno 1929 a Firenze e vi è morta il 15 settembre 2006, quasi dieci anni fa, ma alcune sue prese di posizione, in particolare quella sui rapporti fra l'Europa occidentale e l'emigrazione di massa degli arabi hanno avuto une enorme risonanza e sono riemerse davanti alle meno recenti (Charklie Hebdo) o più recenti (Bataclan) tragiche stragi parigine.

La lettura del volume che le ha dedicato Nicoletta Corsalini è inevitabilmente preceduta dalla visione delle fotografie di Paolo Di Paolo, due delle quali pubblicate sulla copertina, nelle quali Oriana, nell'estate del 1960, assume atteggiamenti di qualche aspirante attrice sulla spiaggia del Lido di Venezia durante la Mostra del cinema.

Le fotografie sono espressione del sarcasmo della giornalista, saggista, polemista e scrittrice fiorentina nei confronti dell'uso dell'immagine del corpo femminile mercificato o piuttosto inconscia manifestazione della sua profonda ma ferita e mai completamente realizzata femminilità ? La mancata maternità, la morte del suo compagno Alekos Panagulis hanno conferito un carattere tragico a momenti fondamentali di Oriana. Momenti di dolore intenso da rispettare. Ferite incancellabili.

Confesso di avere avuto l'impulso, la tentazione di non continuare nella lettura del volume, rigetto aggravato da due parole del sottotitolo “amore” e “morte” come se proseguire nella lettura violasse l'intimità della donna Fallaci. Per superare il rifiuto mi sono riletto con molta attenzione la nuova edizione ampliata e riveduta della sua “Intervista con la storia”. Sono 26 interviste pubblicate, negli anni dal 1969 fino al 1976, con famosi protagonisti della vita politica internazionale, personaggi politici della storia contemporanea. Lo stile e la tecnica dei “medaglioni” che Oriana a dedicato ad essi sono inconfondibili e irripetibili.. Ma le cosidette “interviste”, domande dirette, molto franche, spesso irrispettose o anche brutali, e le risposte degli intervistati sono in realtà delle appendici ai profili che le precedono nei quali Oriana dà la prova della sua accanita capacità di documentarsi sulla biografia e sulla attività degli intervistati i quali sono messi in condizione di non potersi sottrarre all'esame della giornalista.

Non mi pare che nella storia del giornalismo italiano vi sia mai stato un giornalista del livello di Oriana. Oriana ha appartenuto a una generazione di giornalisti successiva a quella di coloro che come ad esempio Indro Montanelli, Curzio Malaparte e tanti altri si sono formati e hanno esercitato la professione durante il ventennio fascista.

Si è formata in una famiglia di orientamento antifascista dove suo padre e suo zio hanno partecipato alla lotta armata di liberazione nazionale contro il nazifascismo. E Oriana ha avuto un ruolo rischioso anche durante la Lotta di Liberazione nazionale a Firenze assieme ai suoi parenti.

Per avere una conferma del livello di professionalità di Oriana basta rileggere l'intervista dell'agosto 1975 a Ahmed Zaki Yamani, l'inventore dell'OPEC, l'organizzazione dei paesi produttori di petrolio, per avere la conferma della capacità della giornalista fiorentina di documentarsi e di capire quella che era la maggiore contraddizione del mondo globalizzato , la fonte di energia rappresentata dal petrolio e nello stesso tempo di analizzare gli enormi ostacoli al processo di modernizzazione dei paesi arabi suoi produttori.

Grandissima giornalista ma dotata di una cultura politica non priva di contraddizioni e di limiti.

La vita politica è fondata sulla distinzione fra dirigenti e diretti. Finora questa divisione non è mai stata superata. Non è certo la demagogia, l'agitazione libertaria che consente di superare l'esistenza di questa separazione fra dirigenti e diretti. Anzi questa visione troppo elementare della vita politica consegna i suoi sostenitori sostanzialmente disarmati davanti ai conquistatori dei poteri politici o statali.

L'intervista di Oriana a Henry Kissinger è una prova. Oriana diventa sostanzialmente una informatrice di Kissinger sulla situazione della guerra vietnamita. Si trasforma in intervistata dall'astuto assistente di Nixon.

Nei confronti del mondo politico degli USA la Fallaci dimostra una rara volontà e capacità di far conoscere l'arroganza, l'ipocrisia, le infamie della classe dirigente USA nei confronti del deputato Otis Pike il quale aveva raccolto nel suo rapporto una documentazione schiacciante sui delitti della CIA in tutto il mondo.

Questo fu uno dei rarissimi casi nel quale anche la tenacia di Oriana fu bloccata dalla reticenza USA nel conoscere e nel far divulgare nomi degli uomini politici italiani mediante i quali che la superpotenza finanziava alcuni partiti . Riuscì a conoscerne soltanto tre. Di due essi, il generale Miceli e il banchiere Sindona rivelò i nominativi, ma non quello del terzo, terzo, sconvolta dall'incredulità, era un parlamentare del Partito socialista italiano.

Oriana in questo caso non ha soltanto perduto una ottima occasione professionale e politica ma anche probabilmente la solidità dei suoi rapporti con i socialdemocratici fiorentini o toscani. Peccato !

Da dove viene un livello professionale, come quello raggiunto in modo indiscutibile, sia a livello nazionale che internazionale, un tale accanimento nello scoprire la verità e nello scriverla ?

E' noto e accertato che il successo professionale delle donne ha dei costi molto più alti di quello dei loro colleghi maschi. Certamente dalla partecipazione della giornalista alla Lotta di liberazione nazionale, dal laicismo di suo padre e di suo zio che avevano aderito al Partito d'azione, dal suo carattere di toscana, dall'incoraggiamento ricevuto dallo zio giornalista.

Ma vi sono, malgrado la ricerca appassionata di Nicoletta Corsalini, altri elementi che sfuggono della complessa personalità di Oriana che certo non fu fortunata sia nel suo amore appassionato con Alessandro Panagulis sia nel suo profondo istinto di madre. L'aspirazione di Oriana alla maternità non si è realizzata. E' questo è quasi certamente, per quello che appare dalla lettura del libro di Nicoletta Corsalini, da parte di un lettore maschio inevitabilmente ottuso e rozzo, l'elemento tragico della vita movimentata, troppo movimentata, spesso della scrittrice fiorentina.

Recensione
Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza