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Antonia Izzi Rufo con il romanzo mette in luce l'amore per la propria terra natale e la sua sentimentalità. Inizia la narrazione con il ricordo del podere dei suoi nonni, rigoglioso di piante, da cui traeva il sostentamento una numerosa famiglia e la felicità provata da piccola mentre mangiava le gustose insalate preparate con i prodotti dell'orto.

Con competenza raffronta quest'atmosfera di serenità con quella di sgomento, provata dopo molti anni nel cercare il podere e trovarlo nascosto dai rovi e dalle sterpaglie. Il desiderio di farlo rivivere, le dà l'ispirazione per creare una storia. Con l'espressività che sempre la contraddistingue l'autrice mette in risalto l'importanza delle radici e della vita trascorsa in un ambiente florido. La scrittrice induce ad amare la terra, a coltivare i poderi ereditati dagli avi, per far risplendere nuovamente gli ambienti naturali. Si sofferma ampiamente nel rilevare lo stato d'abbandono, con la vegetazione selvaggia che annienta gli alberi secolari e stravolge il paesaggio.

Fa cogliere la passione del protagonista, l'attenzione nel dedicare il suo tempo per rendere nuovamente ricchi di vita gli habitat. Mette in risalto la fatica, la competenza, la tenacia del giovane, nel riportare il podere a risplendere dopo circa quarant'anni. L'autrice descrive accuratamente il ritratto del protagonista, la personalità e l'animo intraprendente. Fa addentrare il lettore sulle vicende vissute dal giovane, inserendo un interessante rilievo psicologico, nel far soffermare l'attenzione sui presupposti che suscitano le decisioni, per far cogliere il risvolto meditativo.

Interessante è la trama, nel presentare una realtà rurale ed esistenziale attuale, che si evolve con una struttura lineare, nel rivelare il contesto ambientale, sociale, etico in cui il giovane vive. L'autrice rende avvincente la narrazione e induce il lettore ad avvertire il desiderio di inoltrarsi nel romanzo per scoprire l'evolversi delle situazioni, per cogliere le emozioni dei personaggi, con l'imprevisto, con lo sgomento, con l'allontanamento, con il desiderio di ricominciare a vivere e ad amare.

Antonia Izzi Rufo narra con acume la storia di Fabio, con gli aspetti intrinseci correlati all'esperienza vissuta, nel trarre un accurato profilo psicologico. Si apprezza la spontaneità dell'espressione con cui è presentata la vita del protagonista e dei suoi familiari.

Il rilievo accurato, con cui la scrittrice scrive il romanzo, manifesta l'impegno sociale, l'intento educativo nell'indurre al rispetto degli habitat, l'attitudine a far cogliere amene atmosfere, la ricchezza dei sentimenti e l'imprevedibilità dell'esistenza.

Recensione
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