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Cristina Contilli ama le scene d'interno e, in questo caso le scene d'alcova. Nelle sue pagine si respirano infatti i profumi dell'amore, Non parlo di scene, a caso. Ogni capitolo – breve – è, infatti, una scena di un solo Atto unico (l'intero libro). Dominano i dialoghi, molto efficaci, che sanno calare perfettamente lo spettatore-lettore nell'intrico della vicenda. Tutto quanto non è dialogo sono didascalie utili al suo sviluppo temporale. Ma l'autrice, seppure ci parli di un amore, anzi di un doppio amore, non ne sembra – e giustamente – coinvolta. Il tono è distaccato, pulito, sobrio.

E' un libro piacevole che va letto d'un fiato ed è, credo, questa l'intenzione dell'autrice, che dice quanto deve dire e nulla di più. Come definirla? Forse ha inventato un genere "il rosa d'epoca". Non sarò certamente la prima a definirlo così.

Viadellebelledonne

Recensione
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