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Da anni conosco e seguo Pasquale Montalto da Acri nella sua ricerca letteraria, che sempre si è intrecciata e confusa da un lato con i suoi studi di Psicologia e dintorni, e dall'altro con la sua compagna di vita e di pittura Alice Pinto.

Un lavoro di fino, quello di Montalto, perché da una parte c'è il Poeta con le sue autenticità ed originalità, con i suoi slanci e le sue cadute, con la demonicità dei pensieri inconsueti e verticali e la lievità della Musa che canta e di Cupido che gioca e scherza; dall'altra, c'è l'uomo pubblico che s'impegna, si misura e si spende nel sociale educativo e riabilitativo, ciò creando, dal nulla, un interno, spirituale andirivieni di onde d'urto e di soavi chimere...

La lirica del Poeta di Acri si spande nel Tempo per oltre vent'anni e va da L'Amore dell'alba sociale (Lo Faro, Roma 1981) all'odierno Schegge di vetro, che è un libro in cui dichiara l'autore "si sono tentate le rappresentazioni del mio primo periodo di Poesia". Schegge dunque, oggi, vuole essere un... ritorno al passato per essere di più nel presente, un fare i conti con se stesso per cercare di vedere e di sapere, probabilmente... Verso dove vado, cosa sto facendo, sto proprio bene con me stesso e con gli altri...

Queste domande esistenziali – grandissime come la vita e la morte, come l'Amore – trovano in Montalto una risposta che non è definitiva (come per ogni ricerca che sia tale e che, dunque, si rispetti), ma aperta e infinita, e che tuttavia funge da bussola orientativa e dà direzione e senso ...

Per capire tutto questo, però, occorre leggere e scorrere ben altri sette volumi, che sì collocano tra il 1981 e il 2003, e che arricchiscono e corredano di perle il `viaggio' di ricerca, che – come ogni `viaggio' che si rispetti, quando si parla di Poesia con la P grande – sfocia nel mare grande, nell'oceano infinito dell'Amore.

Il verseggiare di Schegge di vetro, il suo ritmo sonico e l'andatura del movimento dei versi, sono pensati e sofferti; pertanto, si può atfermare, probabilmente, che il lavoro nel sociale ha una ricaduta nell'ispirazione, che sorregge e propaga nel Tempo la lirica di Montalto.

In questo senso, la Poesia di Montalto non è un fiume in piena che scende tranquillamente a valle, verso il mare, cantando, con trasparenza e letizia; viceversa, è sì un gran fiume, che però scende a valle tra anse e turbinii, tra cascate e avvallamenti, fischiando ed urlando, e attraversando anche segmenti... di vita tenera, dolce, felice come quando si esplora la vasta e distesa fiumara della scoperta dell'Amore, l'inizio del turbamento, la perdizione nella fassíone del corpo e dell'anima che pulsano gioia infinita e serenità...

La produzione poetica di Pasquale Montalto si palpa e si gusta davvero solo se si possiede la capacità di riflessione, perché ogni parola e ogni verso, ogni similitudine ed ogni metafora, sono `fatica' e sudore, inquietudine e a volte tormento; essa travalica la superficialità e non si presta ad orecchie distratte, quali sono quelle diffuse nel nostro mondo del profitto, globalizzato/piattificato/mercificato; infine, si può dire che essa si abbevera alle fonti inesauribili della malinconia, che è coscienza, alta consapevolezza del mondo e delle sue persone e cose...

Recensione
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