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Cosa succederebbe se per caso un Angelo si innamorasse? Se questa “figura” ultraterrena, alla cui bontà e onnipresenza i nostri genitori ci hanno abituato sin dall’infanzia, dovesse conoscere e vivere il sentimento della passione, perdendo così l’orientamento?

È quello che si chiede l’autrice di questo racconto malgrado sia consapevole di affrontare un compito piuttosto arduo: «Prima o poi, me lo sento, qualcuno vorrà ancora una volta discutere del sesso degli angeli. È una storia antica quanto il mondo. e una materia difficile da trattare, spesso sfuggente, scarsamente riconducibile alla realtà. Spero di non essermi scelto un compito superiore alle mie forze. Perché un angelo è un angelo sia che stia attaccato alle stelle sia che sprofondi nelle più buie caverne del creato».

Originale questa breve storia lo è senza dubbio per via dei contenuti, anche se questo non è sufficiente a spiegare il piacere che suscita nel leggerla. Essa è soprattutto divertente, come le “scivolate d’ala” di cui è vittima il protagonista, e su cui ci informa dettagliatamente il suo biografo quando riferisce ad esempio il dialogo con Lucifero:

«Si può sapere perché diavolo cerchi tanto le tue ali? A che cosa ti servono? … Questa roba è tua, credo… PIUME. Nient’altro che piume. Di cos’altro pensavi che fossero fatte?…».

Scanzonata lo è anche la scrittura, che si presenta coinvolgente, ricca di riflessioni e di sentimenti con i quali persino un angelo-innamorato può familiarizzare: dalla collera allo stupore, alla noia, all’impazienza. Una scrittura che arde come quella fiamma calda che si accende in chiunque abbia la fortuna di incontrare la “persona giusta”. Un ritmo narrativo capace pertanto di tracciare una strada che porta il lettore “alle stelle”.
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