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Sono “briciole di ricordi” quelle custodite in questo testo esile e delicato come uno scrigno prezioso malgrado le sue piccole dimensioni. E’ la stessa autrice a definire in tal modo alcuni avvenimenti della sua esistenza evocati con tenerezza e gioia. Perché se talvolta si ha l’impressione che a dominare sia la nostalgia per ciò che è irrimediabilmente passato il clima che si respira è complessivamente festoso, piena di voglia di vivere e di desiderio di godere ancora della bellezza e della varietà del mondo.

Sono ricordi ed episodi tra i più significativi della sua giovinezza quelli che la Tamanini ha messo per iscritto perché le persone care possano conoscerle e sentirla così più vicina. Sono episodi semplici, fatti di gite in montagna, di storie che ascoltava da ragazza, di aneddoti, di memorie familiari – è alla sua famiglia che è dedicato l’Acrostico d’amore che introduce l’opera – riguardanti il fratello, la sorella, ma soprattutto il padre, ancora oggi ricordato per la sua voce straordinaria e possente come lei stessa scrive: “Ogni tanto, ancora oggi, mi capita di leggere, su qualche cronaca di quegli anni, notizie riguardanti la voce di quel basso capace di attirare l’attenzione della gente del luogo …”.

Varie sono anche le tematiche affrontate: l’amore, l’amicizia, la fuga del tempo, restituite con un linguaggio che registra attentamente ogni dettaglio reale: le farfalle che si posano sul davanzale, le descrizioni del grembiulino a quadretti color rosa. Un linguaggio al quale non è estraneo un certo umorismo come quando racconta nel capitolo intitolato L’eleganza sul ghiaccio della sua buffa disavventura o di quella di sua sorella nell’ Avventura in montagna.

Momenti lontani che suscitano comunque un sentimento di leggerezza capace di infondere buonumore nel lettore.

Recensione
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