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Offese all’uomo. Diario 2003-2011

«Questo è un libro di fatti, nomi e cifre, tutti dedotti da fonti informative (non ho inventato niente)…». La veridicità di quanto è narrato all’interno di questo testo, che si presenta come una fedele registrazione di alcuni importanti eventi contemporanei, è rivendicata dall’autore sin dall’Introduzione.

In esergo la citazione L’indifferenza e l’oblio uccidono più dell’odio ne sottolinea, invece, il valore che lo sottende e che si colloca sulla scia del precedente Opinioni (Noi e gli altri): ovvero la necessità di ricordare quelle offese che ledono fisicamente e moralmente l’individuo in ambiti che spaziano da quello politico a quello sociale.

A rafforzare questo principio concorrono successivamente le numerose citazioni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dall’Art.2 della Costituzione della Repubblica Italiana, oltre che da autori come Bertolt Brecht, Tzevan Todorov, Montaigne, Pascal – e molti altri – che al rispetto della dignità umana hanno dedicato la propria riflessione.

Il testo si presenta sotto forma di diario. Ogni evento è dunque collocato in un preciso periodo temporale che spazia dal 2003 al 2011.

Gli episodi sono quelli di cui abbiamo conoscenza grazie ai media: una donna di colore schiaffeggiata e insultata, lo sfruttamento sessuale da parte dei militari dell’Onu, un giovane gay ridotto in fin di vita e altri ancora che vanno a comporre un quadro dell’attualità tutt’altro che lusinghiero.

E nondimeno il sentimento che ci coglie sfogliando questa pagine è al tempo stesso di profondo sollievo che nasce dalla consapevolezza che non tutto è perduto. Che esiste ancora una porzione di umanità che ha il coraggio di denunciare e di non far dimenticare grazie alla scrittura. Il mezzo più efficace e senza tempo per scuotere le coscienze di tutti.

Recensione
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