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“Spassoso” è il primo aggettivo che viene in mente per definire questo romanzo che segna l’esordio narrativo della giovane Assia Papp. E come altro potrebbe essere considerato d’altra parte un racconto che ha come protagonista un’adolescente pronta a tutto, anche ad andare in Germania all’insaputa dei suoi, pur di ottenere l’autografo del suo idolo, Bill Kaulitz dei TOKIO HOTEL? Perché è ciò che fa Laura quando, giunta a Milano con un pass per la trasmissione TRL, le viene comunicato che la sua band preferita non ci sarà per via di un concerto che terranno l’indomani a Berlino.

Se fosse soltanto questo, tuttavia, il libro sarebbe poca cosa. Al di là della mera storiella, peraltro poco originale, c’è tutto una realtà che il lettore può cogliere grazie alle capacità descrittive della scrittrice. E alludo non tanto a quelle relative agli ambienti (ad esempio il Liceo Virgilio) o a quelle fisiche, ma a quelle che consentono di conoscere dal “di dentro” il mondo degli adolescenti, carico di aspettative, di passione per lo shopping (anche questa spesso soddisfatta all’insaputa dei propri genitori), di insofferenza nei confronti delle regole scolastiche, di delusioni sentimentali che assumono il più delle volte toni apocalittici.

In questo libro lo scacco affettivo è rappresentato dal rifiuto di Luca, il secondo idolo di Laura, più vicino sì – frequenta la quinta D – ma altrettanto irraggiungibile. È fidanzato e anche quando tra i due sembra scoccare la scintilla lui si tira subito indietro e le dice a brutto muso di non farsi troppe illusioni perché non la ama.

Ecco allora che l’aggettivo “drammatico” può essere accostato al primo a formare un binomio assolutamente inscindibile nella vita di ogni ragazzo che vive il difficile passaggio all’età adulta. Due definizioni che rendono il libro adatto sì ad un pubblico di giovani, che nei personaggi quasi esclusivamente femminili che vi abitano possono riconoscere le proprie manie e i propri vezzi, ma anche ad un pubblico adulto, ai “cresciuti” che troppo spesso considerano esagerati alcuni stati d’animo.

Scanzonata appare, invece, la scrittura fatta di periodi brevi e semplici, suoni onomatopeici, espressioni gergali e soprattutto di quegli sms che fanno allarmare tanto gli intellettuali. Ma cosa possiamo farci? Siamo stati anche noi dei ragazzi, no?

Recensione
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