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Chi è Ruggiero, il protagonista del romanzo di Fulvio Turtulici? È un attore di strada, un uomo che afferra la vita a piene mani: la vita vera, quella che gli uomini attraversano quotidianamente con il loro carico di esperienze, la vita lontana dalle distorsioni mediatiche che si ripercuotono anno dopo anni in modo martellante sulle nostre menti.

Determinante a tale proposito è la prima pagina del testo in cui la sottile ironia con la quale si cerca di mettere in risalto il linguaggio ossessivo e menzognero delle televisioni altro non è se non un coraggioso tentativo di demistificare il potente mezzo tecnologico: «La pioggia si abbatté con furia ed intensità tali che i propagandisti della televisione dissero che a memoria d’uomo non si ricordava qualcosa altro di simile. Beh, era il solito linguaggio delle televisioni: se i telespettatori possedessero reminiscenza, avrebbero rammentato che le stesse cose erano state sostenute un anno prima e due anni prima e tre anni prima…» (p.7).

È attraverso lo sguardo di un uomo dall’estrazione semplice – è figlio di un emigrante – che l’autore fotografa dunque la società contemporanea, alla quale non sono estranei eventi dalle crudeltà inaudite e che, malgrado tutto, può ancora salvarsi dall’odio dilagante e dall’ aridità di messaggi costruiti ad arte scommettendo ancora una volta sui sentimenti del rispetto, dell’amicizia, della stima reciproca e dell’Amore.

Perché se questo romanzo ha un pregio è proprio quello di voler scuotere il lettore, perché prenda coscienza di quanto sia bello lo spettacolo del mondo nelle sue cose essenziale e semplici, contrarie ad ogni mera logica del guadagno.

Magari compiendo un gesto semplice come Ruggiero, sedendoci per qualche istante su di una panchina per osservare e riflettere. Perché come lui afferma: «chi non si è mai seduto su di una panchina a guardare la vita che scorre, è incapace di vedere al di là del proprio naso» (p.54) e perché questo gesto è «il simbolo ultimo di ciò che non si compra, delle ore trascorse e non pagate…» (p.55).

Recensione
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