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Sono Vicky, Glicine e Teodoro i protagonisti di questa commedia di costume. Il primo è un seduttore e uno scapolo impenitente, la seconda è la moglie di un uomo condannato a vivere su di una carrozzella, che si diverte ad interpretare, benché non sia più giovane, la parte della ragazzina, l’ultimo il padre di lei, agiato accademico in pensione e vedovo, tutt’altro che disposto a rinunciare al suo ruolo di manipolatore delle vite altrui.

Tutti e tre si muovono sullo sfondo di una società borghese del nord-est, di estrazione ebraica, in un ambiente colto e raffinato, in cui ogni gestualità e gusto esprimono lo stile e la profonda cultura di cui sono imbevuti. Un tratto che tradisce la stessa formazione della scrittrice e che si palesa in più di un’occasione nel ricorso alle frequenti citazioni latine messe in bocca ai personaggi.

Lo scenario è quello della casa di Teodoro, a San Lorenzo del Carso. Una villa di cui egli è particolarmente geloso e che ha intestato a sua figlia, Glicine. Unica figlia femmina, è lei che si occupa del giardino mentre a Delia, moglie di un contadino e amante segreta del professore da molti anni, spetta il buon andamento della casa.

Tra un susseguirsi di equivoci e di colpi di scena – come quello finale che vede irrompere sul palcoscenico un intruso di cui facciamo solo un breve cenno al fine di non togliere al lettore il piacere della scoperta – la pièce riesce a trasmettere un ché di gradevole, in cui umorismo e ironia convivono. Semplice nel suo svolgimento, sembra riportare a quel sano buonumore di cui erano pregne le passate opere teatrali prima che – come sottolineato nella Prefazione dallo sguardo critico di Marco Palladini – la creatività perdesse di vigore per sottostare alle mutate esigenze culturali che accompagnano i nostri giorni.

Il testo della Israel ha dunque questo di positivo: quello di avere saputo riproporre un’opera dal taglio classico, fatto di indicazioni paratestuali – è fitta la presenza delle didascalie – che accompagnano i dialoghi. Nulla è lasciato al caso: dalla descrizione della scena in cui si svolge l’azione ai personaggi di cui la scrittrice ci fornisce molti dettagli, non ultime le indicazioni per l’intonazione dei registri vocali.

Recensione
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