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Storie di strada

Roma, 6 gennaio 2014

Egregio e gentile poeta,

La ringrazio per l'invio di "Storie di strada". Non è facile aggiungere considerazioni sostanziali dopo quelle espresse così felicemente dai Suoi prefatori. Giuseppe Baldassarre mette in evidenza la "riflessione epigrammatica e profonda", la "pietas verso le cose e gli uomini",la "religiosità asciutta e laica", la "sobrietà, essenzialità, significatività...che resta più allusa, sentita, che significata, la "voce definita, anche se sommessa e frammentata, ma non dimessa, ed anzi essenziale". Franco Manescalchi sottolinea la tristezza "storica, per l'uomo che vive la dolorosa prova della strada". la "scelta coraggiosa e controcorrente", il "pathos asciutto", il dolore che diviene "voce smorzata, attonita... che tende a rompere il gelo del silenzio con una parola essenziale, elementare. Inoltre, con indubbia autorevolezza, riconosce la Sua come "voce certa nella poesia del nostro tempo".

Non saprei dire meglio, con mie parole, ciò che provo leggendo la Sua poesia. Mi resta, della lettura, il senso di una voce coerente e personale, tutta "Sua" e inconfondibile, ma non per ricerca di esiti originali. Bensì per una strenua fedeltà a se stesso, a un'intima e pertinace misura. Misura umana, anzitutto, umanamente attenta, e consapevole che proprio la misura è quintessenza di autentica umanità. Misura nella parola, nella voce, nell'intonazione, nel ritmo, nel metro (è "difficile liberare / le parole dal pianto", e a volte "un balbettio / di labbra umide spegne / ogni tentativo vocale / in un silenzio amaro"). "Amaro" ambirebbe a porsi come parola tematica, anche se compare solo due volte ("Freddo di tramontana / nel pomeriggio breve / di questo febbraio amaro". Memorando attacco, cui fa eco il "cielo basso, grigio" di un inoltrato dicembre in riva all'Arno). Ma a una certa distanza, quasi "controtema", ecco i "voli di gioia" nel "bel cielo di maggio", in un momento di felicità anche sul piano poetico, sul piano della parola che "un tempo volava felice / oltre la collina / nei colori del mattino". Tra i testi che mi resteranno nella memoria, del suo libro, è senz'altro "Alla figlia lontana", in cui la misura, che non è rigore ma mite delicatezza, tocca, mi sembra, la sua assoluta pienezza.

Una piccola aggiunta. Ho un luminoso ricordo di un lontano Natale trascorso con mia moglie a Città Della Pieve. Oggi è l'Epifania, e perciò il giorno più adatto a ricordare la splendida "Adorazione dei Magi" del Perugino nella Chiesa dei Bianchi.

Buon anno a Lei e a tutti i Suoi cari da Emerico Giachery

Recensione
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