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Vi è sempre un comune denominatore che caratterizza da decenni le Edizioni “Portofranco” di Taranto per merito del suo fondatore Angelo Lippo, l’eleganza e la qualità delle pubblicazioni in varia veste tipografica e, soprattutto la scelta degli autori che pervengono a questi progetti da ogni parte d’Italia, pittori, poeti e scrittori collaudati e già noti ai lettori e ai critici, ma anche nomi nuovo rivalutati da “Portofranco” incoraggiati a principiare un loro percorso letterario ed artistico.

Vedono la luce appena recente, due libri di due note poetesse, Rita Marinò Campo di Taranto e Anna Marinelli di S.Giorgio Ionico.

Rita Marinò Campo ha prodotto una valida quantità di pubblicazioni tra poesia, narrativa, aforismi, saggistica. E’ dello scorso anno Arpe nel vento, un’antologia poetica 1981-2009, nell’elegante veste tipografica delle Edizioni Lepisma di Roma, con introduzione di Dante Maffia. In proposito Maffia, sulla sua rivista “Polimnia” dedica a Rita Campo Marinò un ampio resoconto critico accompagnato da alcune autorevoli firme del panorama letterario italiano. Lo stesso Maffia che ne definisce l’immensa produzione significativamente «storia di un’anima affamata d’assoluto». Poi tra gli altri Lara Maffia, Giorgio Linguaglossa, Paolo De Stefano, Angelo Lippo, Donato Valli, Giorgio Bárberi Squarotti.

Proprio a cura di Lippo, edizioni “Portofranco”, Rita Marinò Campo ha dato alle stampe la sua nuova raccolta dal titolo aulico e pindarico Ali controvento. La poesia di Rita è ricca di tempi e di riflessioni, si apre a numerose strade che portano oltre i recinti localistici per interessare il globo terracqueo anzi da questo parte e ingloba gli umori e le istanze, dal proprio interiore sacro e umano verso il mondo con vitale e umile partecipazione, con la forza dei suoi versi, appassionato canto d’amore della vita. Vigore e dolcezza, frammenti di mondo, l’anamnesi, a mio parere, del fluire del tempo che ci insegue, ma Rita assedia il tempo, ne blocca la sua fuga e, in leggiadra e significativa sintesi, combina come necessaria sinergia l’integrazione di due valori irrinunciabili, la contemplazione e l’azione.

Scrive Maffia di questa poesia «è la storia di un’anima. Ella scopre il miracolo ogni attimo…». Come riesce a condensare in sintesi l’impeccabile prefazione di Angelo Lippo: «Rita Marinò Campo si muove a proprio agio in un mondo popolato di profumi ed essenze, di persone, di animali, un mondo di cui si fa interprete acuta…E’ la fresca acqua che giunge a noi, stanchi pellegrini di un mondo pianificato…».

E’ Rita medesima che contemplando un campo di grano ci canta «E’ così, caro compagno di viaggio, che il sapore del pane si spezza con l’offerta della vita e chiama l’Eterno…».

Lo stile è personale, ricchezza di metafore, di aggettivazioni proprie, di ricerca lessicale, si nota l’impegno di studio e il ricco bagaglio culturale di cui si nutre la poesia di Rita. E mi piace ricordare il suo ammonimento in versi:

Vestita di tempo e di passato vado
tra le rose che non colsi…
e tante altre
cose avrei da raccontare…

Recensione
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