Servizi
Contatti

Eventi


Una confezione sontuosa di agile e moderna poesia

Viviamo in una confusione culturale, critica e letteraria che non ha precedenti. Bisogna riflettere e intenderci seriamente astraendo da personalismi che avanzano solo effimera gloria e affermare la propria creatività basta sugli studi e sulla ricerca. Si distingue perciò Dante Maffia operatore eccellente di campi lunghi che sa dove affondare l’àncora nel maremagnum e sa che nel fondo fermenta il vino vuono della poesia. Infatti dall’abisso è emerso un delizioso e accattivante volumetto del poeta tarantino Angelo Lippo, già ordinario di saggi critici, alla sua ennesima prova poetica, con la recente raccolta dal titolo inebriante Elogio dell’ebbrezza nelle semplici Edizioni Lepisma di Maffia e curata come collana di poesia da Pippo Mannino.

Il mondo del vino in calice o se preferite in una coppa di poesia dalle gradazioni tenere e forti, dalle sfumature rosate o rosse a seconda del profumo e del colore, com’è declinato in versi il nettare di Bacco. Un brindisi poetico per palati buoni, un riff di testi quasi un jazz festival di sincera e pregnante poesia, arabeschi raffinati, una tessitura sontuosa come fossero arrangiamenti musicali sul tema. Produzione propria e primo sommelier agli assaggi degli avventori-intenditori. La dimensione del tempo si accorda al fluidificare delle stagioni che spillano nuove luci e immagini. La poesia che percepisce l’esperienza e, Lippo, della collaudata militanza, si avvale per regalarci suggestioni ribollenti, quasi la rivincita delle vigne in vino e in versi. Le vendemmie gli eventi favolosi, emergono dalle più profonde radici, ceppi e tralci, grappoli e vitigni si fanno poesia, un reticolo dove s’insinua un vocabolario davvero altro.

“…Come capire allora le voci?”. Si chiede Lippo – “…la voce degli acini | assolve la fatica solitaria | e sui tralci divampano | preghiere di silenzi…” (Al cospetto del calice).

La poesia di Angelo Lippo si invera in quanto non perde di vista il reale e l’impegno di vita, giustappunto il terreno da cui gli umori vitali squisitamente lirici. Una nota specifica per ricordare che da anni è editore della elegante rivista “portofranco”, di respiro nazionale e da lui stesso ideata.

In definitiva questa raccolta è una confezione sontuosa di agile e moderna poesia, di ricordi e riverberi di sapori, faville di calda memoria, qui si mescolano passato e futuro nella perenne sacralità della vita nel continuo fermento di voci e cose, le cose, a mio parere, messe lì a testimoniare la vita medesima con la sua altalenante culla tra i due poli. Tutto ciò la dimensione ciclica, la quintessenza della poesia di Angelo Lippo. E in prefazione, Luigi Scorrano, sottolinea di questa silloge: “…l’immagine di una verità gelosamente custodita e gioiosamente partecipata”.

Recensione
Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza