Servizi
Contatti

Eventi


Cosa lascia filtrare di sé la città industrializzata del nord Italia agli occhi attenti del poeta, meridionale, è vero, ma bene integrato nell’ambiente tramite l’esercizio ventennale di medico ambulatoriale e con un bagaglio culturale anche extraprofessionale di respiro europeo che gonfia con continue letture e frequenti viaggi? D’acchito l’operosità, c’è da scommettervi. Il costante e diffuso flusso di denaro che gira vorticosamente sotto le luminose insegne dei mille negozi, la parvente felicità acquistata fra banconi e bancarelle.

Ma oltre la parvenza della felicità omologata (Fu poi un concerto | di urla una sfilata | di gente sicura | di avvezzi abituati al rumore | Si mossero tutti in un modo | tutto era solito quasi scontato) il poeta coglie la rigidità meccanica dell’essere, i molteplici copy manovrati da una regia occulta. (Di là i guardiani | i codici i lettori di cifre) che dopo averne depredato i corpi sono riusciti a mercificare anche i sogni con “mistiche pasticche”. A descrivere gli “inesistenti tesori luccicanti” è Francesco Maria Di Bernardo Amato nel suo ultimo libro di versi “Galleria degli affari” edita dalla Libreria Becco Giallo di Pordenone, il quale alla desolante sfarzosità oppone, in chiusura, il sogno di “mattinate terse | soffi d’aria leggera | (…) le cime | affondate nel cielo” la riappropriazione dei “sensi | musica perduta del silenzio | (…) ritrovarci come più non siamo.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza