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I figli di Eolo. Personaggi doc di Sicilia

Carlo Puleo, l’eclettico di Bagheria

Più volte durante le mie occasionali partecipazioni a manifestazioni letterarie mi è capitato di incontrare Carlo Puleo, artista poliedrico nato nel 1937 a Bagheria. Già titolare della cattedra di pittura negli istituti Regionale d’Arte, da mezzo secolo espone in prestigiose gallerie d’arte in Europa e negli Usa. Per il Comune di Bagheria ha realizzato un monumento dedicato ai giudici Falcone e Borsellino.

Ha pubblicato diversi volumi di narrativa e poesie e un libro fotografico che è una interessante raccolta di immagini fatte nella sua veste di autista accompagnatore di Ignazio Buttitta, durante le sue numerose tappe nei festival dell’Unità che si tenevano nei vari comuni della Sicilia durante gli anni settanta e ottanta. Poiché nessuno dei suoi figli abitava a Bagheria, Ignazio in tali occasioni chiedeva al professore Puleo di accompagnarlo, cosa che egli faceva con piacere. Essendo anche un appassionato di fotografia, Carlo Puleo nel tempo ha collezionato una interessante quanto rara raccolta di immagini sul poeta, che la Fondazione Buttitta ha pubblicato in volume alcuni anni fa.

Di questo libro fotografico che mi è passato per le mani, ricordo anche un paio di immagini scattate presso il Comune di Mistretta, in occasione di una cerimonia a lui dedicata. Di recente Carlo Puleo, ha scritto per le edizioni Ila Palma di Palermo una raccolta di racconti intitolata “I figli di Eolo – personaggi doc di Sicilia” che mi appare come uno scrigno di preziosi racconti che, con rapide e sapienti pennellate letterarie, ritrae densi scorci di Sicilia e di siciliani. In calce al volume appaiono alcuni racconti aventi come tema il noto poeta. Da uno di essi riporto il passaggio finale. Igazio Buttitta e il divorzio dalle sigarette. (…) Dall’agenda di Ignazio: “Questo è il settimo giorno che non fumo. Credevo di essere condizionato dal vizio del fumo e mi sbagliavo. Mi chiedo chi mi sostiene? Io credo che a sostenermi, sia il fatto che ho sdrammatizzato l’avvenimento. E poi c’è un fatto ancora più importante: io pensavo che il fumo svegliasse il pensiero e che suscitasse l’ispirazione. Non è così. Mi sento più fresco di mente e disposto a scrivere. A parte, riesco a dormire meglio, e forse arriverò a dormire di più.” Spesso, con la scusa di comprare i giornali, si soffermava nei pressi delle edicole, soprattutto quella a pochi passi dalla sua antica bottega. Lo scopo era quello di cogliere nel sacco qualche lettore.

“Buongiorno. È arrivata Intimità?”
“Si, signora” rispose il giornalaio.

“Bene, allora mi dia anche Sogno, Bolero e Grand Hotel. Mi dia anche l’enigmistica tascabile e il Corriere dello Sport per mio marito. Oh, il grande poeta! Quale piacere incontrarla! Ho sentito che ha pubblicato un nuovo libro. Lei è un onore per la nostra città. Il suo libro con la dedica quando me lo regalerà?”

Ignazio aspirò a pieni polmoni e non riuscendo a controllare il tono della voce: “E lei con tutte queste sciocchezze che ha comprato è un disonore per il nostro paese, ha speso più di ventimila lire di spazzatura e da me pretende il libro regalato. Si ricordi che un mio libro vale un milione e proprio a lei non lo regalerò mai.”

La donna si domandò se Ignazio non fosse impazzito e scambiò uno sguardo con l’edicolante. Nel frattempo si avvicinò un gruppetto di conoscenti e Ignazio raccontò il fatto.

“Va bene, poeta, che ci vuole fare… Ma a noi il suo libro lo può regalare, tanto noi non compriamo nessun giornale.”

Gli edicolanti, quando vedevano Ignazio aggirarsi nei paraggi, intonavano questo ritornello: “Poeta Buttitta, ci deve perdonare, ma noi vendiamo carta stampata. Il pane ci dobbiamo guadagnare.”

Dall’agenda di Ignazio: “Oggi ho fumato due sigarette. Potrei anche non fumare se non dovessi mai scrivere. Il fumo è amico della poesia. È di stimolo. Decido di fumare cinque sigarette al giorno nei giorni che non scrivo. Nei giorni di creazione potrei arrivare a dieci sigarette al giorno.

Recensione
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