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Il candore del giglio

Dietro il conclamato “abbraccio” di Dio, nei confronti del giovane seminarista, un tempo diffusa figura dell’Italia cattolica, quasi mai s’annidava la quiete dell’anima. Cosicché il seminario diveniva luogo di lotta fra le pulsioni vitali della Natura che tende a fare emergere il seme del fiore sopra la zolla di terra che lo reprime. Una forza vitale a cui veniva impropriamente attribuito il nome di “diavolo”. E nell’animo si instaurava una confusa lotta dagli esiti incerti fra l’implosione e l’esplosione dei sensi. Ma talvolta Dio si rivelava attraverso due innocenti occhi indagatori di ragazza seduta in terza fila fra le panche della chiesa di uno sperduto paese e, tutto osservando, sorrideva sereno mentre sorseggiava il suo elisir di lunga vita.

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