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Nel panorama librario contemporaneo, il libro di poesia continua a occupare una parte alquanto marginale. Ciò accade non tanto perché mancano gli autori bensì perché, a fronte di molteplici migliaia di testi di poesia pubblicati in Italia ogni anno, pochissime sono le copie effettivamente commercializzate. Nella migliore delle ipotesi, a fronte delle diverse centinaia di copie stampate dalle piccole case editrici per conto degli autori, poche decine riescono ad essere piazzate nelle vetrine delle librerie. Le altre, ad eccezione dei regali fatti agli amici e ai parenti, il più delle volte restano chiuse dentro i pacchi collocati negli scaffali o negli armadi di casa. Riuscendo ad organizzare l’evento di una presentazione dell’opera con l’ausilio di qualche amico libraio potranno forse essere collocate alcune decine di copie. Il che è senz’altro da considerare positivamente (se a uno scrittore famoso riuscite a organizzare qualcosa del genere egli sarà ben contento di vendere dalle 30 alle 50 copie in quel contesto) ma per chi nutre illusioni di vasta portata è una magra consolazione.

Che il libro di poesia abbia una scarsa circolazione commerciale non è solo prerogativa dell’autore non famoso. Pare che vendano poco anche i grossi nomi, quelli che avendo una grossa casa editrice alle spalle possono contare sulle recensioni nei quotidiani nazionali. D’altronde, anche l’autore sconosciuto al grosso pubblico, nella veste di lettore, di norma preferisce andare sul sicuro acquistando libri di poeti consacrati dalla critica ufficiale piuttosto che rischiare di sprecare il proprio denaro su opere di autori poco noti.

Vista in tale ottica, quindi, l’iniziativa dell’editoriale l’Espresso, che tramite il sito de ilmiolibro consente la stampa dei manoscritti gelosamente custoditi e venerati dagli aspiranti poeti e scrittori, è utilissima in quanto consente la stampa anche di pochissime copie (senza ingombrare di scatole, piene di libri invenduti, le case) e non recide la speranza delle vendite, anzi le coltiva collocando in vetrina le opere e consentendo gli scambi di opinioni.

Tuttavia, gli autori, presi, come più o meno siamo, dalla narcisistica convinzione di avere finalmente realizzato l’opera che mancava nel panorama della letteratura, spesso non riusciamo ad andare molto più in là del nostro naso, magari meravigliandoci del perché, subito dopo l’inserimento del nostro libro in vetrina, non siamo inondati da una fitta pioggia di messaggi di congratulazioni e, soprattutto, di richieste di copie.

Intanto c’è la difficoltà oggettiva costituita dal fatto che spesso le prime otto pagine di cui è costituita la anteprima visibile dell’opera, fra pagine di cortesia e prefazione, non comprende alcun testo dell’autore e ciò non consente di potere nemmeno “assaggiare” personalmente il prodotto; d’altronde, il filtro dell’illustre ma, a sua volta sconosciuto, prefatore non fa altro che riflettere una opinione magari diversa da quella del probabile lettore. Nell’ottica di tale obiettivo sarebbe utile collocare alla fine del libro la prefazione, cambiandone l’appellativo in “nota di lettura”. Ciò consentirebbe sempre di offrire al visitatore del sito di farsi una qualche idea del prodotto contenuto nel resto del libro, sia in termine di contenuto che in termine di stile di scrittura. Chi è propenso ad elargire una propria impressione, oppure ad acquisire per intero l’esperienza altrui mediante acquisto dell’opera, almeno avrebbe qualche punto di riferimento. Perché, in verità, di libri di poesia matura, degna di essere letta e assimilata, sia per l’originale trasposizione simbolica della propria esperienza di vita quanto per la sapiente assonanza dei versi, fra le ormai diverse centinaia di titoli presenti sul sito, sicuramente il ricercatore attento può trovarne diversi, fiutando fra le anteprime.

E’ stato dopo una personale fortunata esperienza del genere che ho maturato l’idea della presente antologia. Mi riferisco al libro di Ermanno Niccoli La foresta incantata la cui lettura mi ha indotto ad alcune riflessioni che i lettori possono eventualmente leggere sul sito internet Literary.it Tale scoperta mi ha spinto ad effettuare delle ulteriori indagini cliccando frequentemente sui titoli che si vanno alternando sulla home page del sito. Così, curiosando fra le pagine, ho notato una molteplicità di temi la cui diversità è essenzialmente legata alla età dell’autore e una diversità di stile legata certamente sia alle letture degli autori sia alla loro capacità di invenzione. Diverse volte ho anche notato la incapacità dell’autore di turno di distinguere la prosa dalla poesia, ovvero la ingenuità di pensare che a fare la poesia siano le “righe che vanno troppo spesso a capo” (Erri De Luca).

A parte questi ultimi, che ho decisamente scartato, di volta in volta ho estrapolato dall’insieme una serie di testi nei quali, a mio modesto avviso, intravedo sia almeno uno sprazzo di poesia talvolta annidati in un paio di versi dell’intero testo e sia una sorta di particolare visuale nei confronti della vita. Cosicché, in sostanza, viene fuori non una antologia monotematica ma una sorta di mosaico con tonalità poetiche più o meno accese e con figure cangianti. Certo, diversi autori presenti nel sito, con possibili ulteriori valenze, sono sfuggiti alla mia ricerca, sia perché diversi libri non contengono nell’anteprima alcun testo (e il solo fatto di verificarlo ha comportato una notevole dispersione di tempo) sia perché, pur avendo dedicato al progetto moltissimi ritagli di tempo, alcuni testi certamente mi sono sfuggiti; d’altronde alcuni autori contattati tramite e-mail oppure tramite messaggi sulla loro pagina web non hanno risposto e alcuni altri hanno declinato la proposta di partecipazione.

Tuttavia sono, infine, soddisfatto di questo agile volume di circa quattro sedicesimi che intende offrire al visitatore del web una rapida panoramica delle molteplici tematiche che suggestionano parte della palpitante poesia italiana d’oggi, quella che certo vive lontana dalla promozione culturale delle tradizionali case editrici ma che è saldamente avvinghiata a una realtà in movimento e in quanto tale riesce ad essere testimone del proprio tempo. Un tempo che, grazie alla rete telematica, è in grado di accorciare drasticamente le distanze geografiche consentendo scambi epistolari in tempo reale. I vecchi collezionisti di francobolli oggi sono stati sostituiti dai collezionisti di amici di web, seppure spesso soltanto virtuali, mancando il contatto della stretta di mano. Ma se è vero che i poeti de ilmiolibro sono figli dell’era telematica è anche vero che i loro versi riflettono essenzialmente la dimensione dell’uomo che misura la propria esistenza con la forza della natura e i misteri dell’universo. “Piacere arcano, profondo, | d’inginocchiarsi sull’umida terra, | tra primule timide” contempla Guido Araldo, tradizionalmente legato al contatto fisico con la terra, forse emblema di passionali contatti fisici con l’altra metà dell’essere che, a sua volta, si esprime più direttamente. “Oh che ansimi bellissimo Adone!” esordisce nella sua calda poesia Maria Cristina Primavera; “Tu calda e immensa aspetti il suo seme” incalza Fabiola Errede. Sulla stessa scia prosegue Fabio Basilico: è l’estasi sessuale (espressa con toni decisi ma non volgari), forza primigenia della natura che sostiene la vita fino ed oltre quando “Nulla più rimane, | tranne le dita intrecciate || che lasciano fluire la marea dei ricordi, | ma si chiamerà ancora amore, | amore e sempre amore | la fine di questo inafferrabile sussurro” (Antonietta Corona). Facce di un tema che affonda le radici nei classici latini e greci.

Vivendo in un mondo zeppo di passate e presenti problematiche non potevano mancare in questa antologia alcune delle macchie dell’umanità delle quali si fanno diversamente interpreti, fra gli altri, Cesira Colatei, Pier Luigi Lemmi e Federico Messana. Né il web preserva dallo sgomento dell’ineluttabile: “c’è una ragione | che ogni tanto | mi spinge al tuo sepolcro” riferisce Margandel. Ma sono questi solo alcuni dei tasselli che compongono l’ampio mosaico di tematiche che ciascun autore contribuisce a comporre.

Certo, nell’insieme, la penna scorre in modo difforme. Qualche desueto tratto musicale, adulta reminiscenza scolastica di parole tronche, stride col moderno periodare, ma la presenza trova giustificazione nella sostanza concettuale che amplia il panorama. Anche alcune giovanili traiettorie possono sembrare contrastanti con le pacate traslazioni di più mature esperienze dense di sonorità come, ad esempio, quella che fuoriesce densa dai versi di Antonio Bianchessi. Ma la diversità probabilmente la si ritroverebbe anche nella antologia di un solo autore di lunga gavetta.

D’altronde, sebbene scegliere sia una operazione che riflette gusti e opinioni, ho cercato di ampliare in più direzioni il personale orizzonte con l’obiettivo di assecondare i molteplici gusti dei lettori di unilibro.it , nella speranza, avendo come punto di partenza questa antologia, di invogliare il gusto per l’approfondimento della lettura che poi, ne sono certo, è l’augurio comune di tutti gli autori della raccolta.

Recensione
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