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Della messinese Paola Fedele, della quale già un’altra volta mi sono occupato su questa pagina di giornale in merito alla raccolta di poesie in dialetto siciliano Paroli di ventu (l’autrice conta una folta collezione di pregevoli raccolte in lingua e in dialetto), esce ora una intensa raccolta di poesie dal titolo emblematico, pubblicato da Gianni Iuculano, editore in Pavia. Assieme all’editore e al redattore capo di questo periodico incontrai Paola Fedele nell’agosto del 2004 a Montalbano Elicona, entrambi ospiti, assieme ad altri, di una serata dedicata alla poesia dialettale siciliana. Ricordo che quella sera, sulla strada del ritorno nella discesa fra Montalbano e Patti, a un certo punto ci fermammo al cenno di un automobilista rimasto in panne. Fermandoci, scoprimmo che si trattava di Paola Fedele. Mentre il buon e bravo Peppino sostituiva la ruota scoppia, (i bravi presentatori sono tali perché avvezzi ad affrontare a spalle larghe le improvvise difficoltà con il sorriso fra le labbra e la battuta sempre pronta) scambiammo qualche chiacchiera. Da tale fortuito incontro la nostra associazione ha coltivato cordiali rapporti epistolari con quella che nell’ambiente letterario è considerata una delle migliori espressioni femminili della poesia siciliana contemporanea.

Questa ennesima testimonianza della Fedele, nata nel contesto di una durissima personale esperienza, conferma a pieno titolo la discreta fama di bravura conquistata sul campo, non fosse altro che per quella capacità di sublimare con l’arte della scrittura (oltre che con quella pittorica di cui è pure sagace seguace) le estreme avversità. Disgraziate sfortune (Ora | la sera piomba | all’improvviso | e ogni stella nel cielo | mi trapassa | con la sua luce di latta | Arrugginita || Notte di luna | Signora | del buio) avvolte dal manto benigno della fede (Torno qui |  fra queste mura d’ospedale | dove si pena nel dolore | l’incertezza || Indagini e indagini | e la diagnosi esatta | è nella memoria di Dio || Sicuro Dottore | Guaritore d’anime | e di corpi).

Uno dopo l’altro i testi appaiono come diamanti che tagliano ogni vacua apparenza puntando al nucleo dell’umana esistenza. Anche la struttura del verso ha una estetica di centralità che con grazia sofferta rafforza i concetti espressi. (Ascolta | Volta pagina | Il silenzio non è buio | E’ luce di pensiero | E’ ristoro delle membra || Risvegliarsi || Rinascere senza morire || Nuvole e fantasie | di un cuore | pieno d’amore).

Recensione
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