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Nella breve biografia posta in quarta di copertina del suo libro dal titolo Turning. Le città della luna Antonella Barina si definisce “siciliana di madre e veneta di padre”. Questo, sebbene lei abbia avuto i natali e la residenza abituale a Venezia, dove è redattrice dell’Ansa, la dice lunga sul legame ombelicale che ha sempre avuto con la Sicilia.

A Mistretta, città di origine della madre, conserva in ottime condizioni, la casa contadina del nonno materno, coltivatore diretto, col quale da bambina aveva un intenso rapporto affettivo che il nonno ricambiava, trasferendole la propria cultura. In quella casa, opportunamente restaurata, lei conserva la cucina rustica col forno a legna dal quale la nonna sfornava le “vastedde”, il solaio, la cantina dove stavano le botti col vino e le giare con l’olio. Una sorta di museo della casa contadina. E anche un museo dell’anima, che lei ha trasformato in limpido racconto, riuscendo a conquistare la giuria internazionale dell’ultima edizione del Premio Maria Messina (presieduta dal preside della Facoltà di lettere della Università di Palermo, Giovanni Ruffino) che si è tenuto a Mistretta alla fine dello scorso mese di Ottobre, aggiudicandosi il primo premio della sezione racconti.

Ma, Mistretta, oltre che un punto d’approdo e anche la base di partenza per le sue tappe turistiche verso i luoghi mitici della Sicilia. Alla guida di una macchina “veterana”, che le ha dato una serie di fastidi, nei giorni seguenti la cerimonia del premio Messina, in compagnia della figlia, in tre giorni ha girato, in lungo e in largo la Sicilia, rivisitando molti centri “storici”.

Allo studio dei miti Antonella Barina, nata nel natale del 1954, si dedica con passione fin dagli anni ’70, con viaggi, ricerche iconografiche e pubblicazioni. “Turning” è una raccolta di poesie, con testi sia in inglese che in italiano, maturata a seguito di uno di questi suoi viaggi per il mondo, effettuato in Turchia, da sola e velata, secondo l’uso islamico. “Volevo approfondire la mia ricerca sul divino femminile visitando il sito di Catalhoyuk, il principale centro neolitico dell’Egeo e di tutto il vicino Oriente – dice la Barina –. Desideravo anche vedere Antiochia di Pisidia, scenario della leggenda cristiana di Margarita, che studio dal 1978”.

Le “città della luna” sono, quindi, quelle della Turchia dove si praticava il culto di Men, giovane dio anatomico della luna e di Shin dio mesopotamico della luna. “Nella città della Luna | Nella città di Men | si alzano nuvole di segni | e si aprono camere segrete” (Antiochia di Pisida). Quelle di Antonella Barina in “Turning” sono gli appunti di molteplici e colte impressioni che ferma sul taccuino con la matita del poeta. “Cosa siamo | Su un sasso | merda d’uccello | polvere stelle luce (Akbaba).

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