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Terapie a rischio

il sasso nello stagno

Terapie a rischio di Roberto Ranieri (ed.Smasher 2011) nasce, dalle parole dello stesso autore, ‘dopo una lunga ricerca ed attesa di una propria identità anche in prosa; poi – sempre dalle parole di Roberto – è arrivato il premio che non aspettavo proprio’. Ed in effetti, dopo aver letto e riletto la sua poesia, ci si trova felicemente meravigliati che uno scrittore abbia la dote, rarissima, di riuscire anche nella narrativa senza perdere, anzi arricchendo, la propria natura e le proprie capacità e ci si ritrova concordi con la giuria che ha assegnato a lui il premio.

Non è un testo che si ‘mastica’ in un pasto soltanto; piuttosto va gustato, un racconto alla volta, magari al mattino a mente lucida – giusto in contrapposizione al ventaglio di personaggi e situazioni presentate – perché è un testo che fa compagnia e che accompagna il lettore con le sue differenti portate e i diversi registri così abilmente alternati, una sequenza varia e colorata e dalle sfumature sempre cangianti, come la Venezia da cui lo scrittore proviene, un togliere e mettere maschere di comprensibile ed incomprensibile che pure al termine del racconto hanno una loro logica che non si può non ammettere ed apprezzare.

Come i buoni amici, questo libro ci affianca ed è seduto accanto a noi nell’attesa della lettura giornaliera, sempre pronto a fornire la frase, l’input, la situazione o la beffa per sorridere di quanto si ha intorno e accenderlo di luce diversa con la capacità di alleggerire il fardello di ciascuno grazie all’ilarità intelligente della conoscenza.

La scrittura di Roberto Ranieri è una sfida all’equilibrio psico-emotivo che costantemente viene richiesto ed imposto dal quotidiano. Situazioni che nel reale verrebbero inquadrate al margine dell’ordinario e che senza remore collocheremmo al di là del razionale, altrimenti chiamato follia, in queste pagine sono consuetudine, prassi, fino all’antitesi che sia il lettore stesso, con la propria devozione a scienza e coscienza e società perfetta, l’elemento di estraneità e disturbo rispetto alle pagine che si trova dinnanzi, il cui scorrere suggerisce e convince sul loro essere la norma e l’abituale.

Scrittura ricca di tecnicismi, che non allontanano il fruitore, ma gli permettono piuttosto di addentrarsi in svariati significati variamente sfaccettati sempre usati con appropriatezza e gustosa ironia e che conferiscono alla lettura il tempo dell’essere assaporata piano, prendendo le opportune pause per ri-trovarsi anche nelle neo-accezioni che l’autore propone e dispone con sapiente maestria.

Il testo, il primo in prosa dell’Autore, andrebbe preso con un ‘atto di fede’ senza chiedere troppe spiegazioni: è una questione di non ordinarietà, di funambolismo sui confini del personaggio di volta in volta ai limiti di un se stesso di cui è conscio, ma che spiazza il lettore, deviandolo nell’altrove dell’inatteso e del non prevedibile; la conoscenza così forbita della linea chirurgica di demarcazione tra normalità e a-normalità, presente in maniera così consapevole, insuffla una sorta di ‘ansia letteraria’ di voler prendere posizione nell’azione, di voler conoscere la causa che ha provocato l’effetto, il motivo che ha condotto lo scrittore fino a quel punto – quasi sempre di non ritorno – che potrebbe instillare il dubbio di un vissuto in prima persona e, pertanto, di trovarsi dinnanzi alla scrittura come ad una ‘terapia’appunto di esorcizzazione di qualcosa che si conosce talmente bene da essere consci della presa in giro che si è capaci di attuare grazie all’immensa dote dell’ironia.

“Terapie a rischio” edito nel 2011 è una raccolta di tredici racconti vincitrice del premio Ulteriora mirari – sezione Monografie – indetto dalle Edizioni Smasher di Messina. L’autore Roberto Ranieri è nato e vive a Venezia dove lavora presso l’Assessorato alla produzione culturale del suo comune; lavoro che integra con l’attività di critico letterario, musicale e teatrale, di scrittore e poeta. Presente in numerose antologie, a Massafra (TA) ha presentato anche la sua silloge poetica “Sdrucciole per lanterne” per i tipi di PerroneLab 2009, vincitrice del premio “Alberoandronico”.

Recensione
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