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Il tormento del talento

L'autore e il Pop come Arte

Con stile squisitamente giornalistico culturale, il noto musicista (e scrittore) Carlo Zannetti, originario di Ferrara e padovano d’adozione, distilla una sorta di microstoria della musica rock pop: capitoli su Chuck Berry, Elvis Presley, Ella Fitzgerald, i Beatles, Johnny Cash, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Bob Marley, Ray Charles, Freddie Mercury, Brian May, Elton John, David Bowie, Sting, Peter Gabriel, Prince, George Michael e star pop femminili.

Racconti saggistici e biografici, in una scansione intenzionalmente non cronologica storica, ma originalmente affettiva dell'autore.

Questa esplorazione testimonia da un lato la memoria della pop cultura come ultima rivoluzione culturale del nostro tempo di massa propulsiva, dopo lo stesso, ovviamente, Andy Warhol e le analisi degli stessi Marshall McLuhan (e poi Derrick de Kerckove), Edgar Morin (“L'Industria Culturale”) e lo stesso Umberto Eco.

Dall'altro nello specifico, l'emersione delle donne come protagoniste artiste nella cultura moderna: Zannetti ha ulteriormente biografato, tra musica anche blues-jazzistica o “ricercata, electro disko, leggera” e persino hot music contemporanea, molte Stelle Star rosa shock, tutte a modo loro perturbanti: Aretha Franklin, Edith Piaf, Whitney Houston, Sylvie Vartan, Dalida, Donna Summer, Carole King, Cher, Annie Lennox, Kate Bush, Tracy Chapman, Sinéad O' Connor, Adele, le stesse icone italiane Patty Pravo e Mia Martini.

Più in generale, certa “storicizzazione” intenzionale, consapevole, mirata di Zannetti (il suo stile non solo biografico ma anche, come accennato pulsionale, con il cuore degli artisti che viene evidenziato in primo piano) indica finalmente una certa ambiguità strutturale della cultura globale pop, fino ai nostri giorni in particolare, anzi accentuata nell'ultimo decennio dei tempi liquidi in regressione consumistica e manieristica, criteri minimali ma urgenti per attraversare certo ormai oceano di certa musica di massa, discernendo tra Arte e non Arte: questa di Zannetti, nello specifico, è una operazione critica ci pare in sintonia con certo Nuovo Rinascimento e Metateismo (fondati da Davide Foschi) che ha l'obiettivo di ridare Parola Forte e Autonomia “normativa” al discorso dell'arte contemporanea, dinamica, riassumendo, controculturale e quasi diversamente bioetica rispetto a certo andazzo dei tempi.

Tale operazione critica di Zannetti risalta ovunque, particolarmente in certe figure forse più complesse, quali le stesse Aretha Franklin, Edith Piaf , Ella Fitzgerald,, i Beatles, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Bob Marley, Ray Charles, Freddie Mercury, Elton John, David Bowie, Sting, Peter Gabriel: tra dinamiche e istanze anche sociali precise (la musica nera e il reggae, la variabilità e diversità sessuale, il femminismo, l'ecologismo e i diritti civili, certo futuribile).

Recensione
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