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Cara Anna, ho ritrovato in questa antologica rassegna delle rime poetiche meritoriamente più acclarate nel panorama contemporaneo, l’oceanica irrequietudine e la sospensiva levità sostenuta dalla lenta maturazione ed elaborazione di dolorosi accadimenti, emozioni e sentimenti che, maieuticamente auscultati ed elaborati, sei riuscita attraverso un paziente lavorìo interiore a trasformare e trasfondere in poesia: poesia che ne apre quell’intima irrequietudine germinando dal profondo sé all’auscultazione sensitiva di tutto l’altro da sé, dove la natura è inclusa e perfusa.

E canta con te, stemperando e sopendo la tua emotiva tensione, come l’oceano infrangendo detende e disperde le sue furiose, rabbiose maree sulla battigia in attesa: che racconta la sua perenne e ricorrente storia in sintonica cor-rispondenza con il tuo poetare, mutuandone l’irrequietudine nel malinconico fondale dove i ricordi amari s’infrangono con levità in bianca spuma, spuma che accoglie e in-canta la superba umiltà della sostantiva materia dello spirito, sospesa in detersa, detesa purezza di grazia e bellezza.

Recensione
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