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Letti bianchi

Mia cara, mentre ancora ti ringrazio x la tua consenziente presenza, voglio esprimerti la mia ammirazione x quei "letti bianchi" che, purtroppo, molto ho condiviso, ma poco ricordato x retrogata amnesia - limitata fortunatamente - solo alla degenza ed alla pregresse ischemia ed emorragia cerebrale, da cui il ricovero.

Hai fatto una meritoria ...operazione poetica rendendo protagonista le diversità di una comune sofferenza , troppo spesso ignorata, anche da chi dovrebbe curarla e/o alleviarla ...come alcuni operatori sanitari da me ...subiti. Drammatica rappresentazione la tua, che sa vedere oltre il guardare, dove la disperazione è sospesa, e trattenuta come x essere raccolta e raccontata con una pietà più forte di ogni singolo dramma, di ogni singola storia di disagio, di paura, di dolore, di umanità senza luce: umanità che piange, come la figlia la madre, scomparsa mentre c'era, confusa, da un figlio che divora la vita bulimicamente, x morire prima di morire; sfinita, da notti e veglie accanto a quel figlio sfinito da 14 operazioni...

Tu hai sofferto x loro e con loro, senza asettica distanza, assorbendo nelle vene dell'anima, tutto il disagio, la paura, il dolore la diversa pena di ognuno x riscattarla con la penna della poesia: che sa rendere lume di senso x accettare senza domandare il perché di tutto quel buio desensato....

Grazie ancora, e di più, di essere come sei, cara Mariagrazia

Recensione
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