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Maria Grazia Lenisa ci diletta con un altro magnifico libro di
poesie che testimonia la sua prolificità e la capacità di reinventarsi
conducendoci in labirinti inconsueti e in apparenza contraddittori giocando tra
sacro e profano, tra peccato e Redenzione. Il Marchese de Sade sottende
l'impianto del libro per la prima parte mentre nella seconda il divino marchese
viene superato da una visione religiosa che mancava al miscredente marchese. Già
ne La Bastiglia la Lenisa scriveva: "Punito va forse il vizio come la virtù se
virtù non esiste senza il vizio..." beffava il mio Compagno
straordinario. Donatienn Alfhonse Francois serve per descrivere il mondo e il
peccato, ma non per trovare un significato e una giustificazione alla vita che
solo Cristo può dare.
Ha ragione, dunque, Squarotti quando avverte che Eros
Sadico è un libro squisitamente religioso. Non che la Lenisa viva la fede e la
speranza ciecamente, perché il dubbio è sempre in agguato di fronte alla domanda
cosmica centrale della vita: perché Dio ci ha creato se poi siamo così fragili e caduchi? Non a caso Cancer si trasforma in una
costellazione intergalattica, quasi a ricordarci da lì veniamo e lì dobbiamo
ritornare perché questo è il nostro destino e l'uomo è più vittima che carnefice
se è vero che il seduttore invocato non è Don Giovanni, ma Casanova. La poesia
della Lenisa è un originale tentativo di sintesi tra filosofia e religione. In
lei non c'è traccia dell'intimismo sentimentale, dell'oggettività del reale o
della descrizione della banalità del male di alcune scuole novecentesche, ma la
sua poesia è il tentativo di dare al reale una razionalità che lo trascenda in un
olismo cosmico salvifico. Come vede è un tentativo controcorrente nel tempo del
pensiero debole e della fragile postmodernità. Forse per questo alla poetessa sono
negati spazi editoriali più ampi, ma così va il mondo. Lei, comunque, non se ne fa
un
cruccio perché, mi ripete spesso, il successo è solo un participio passato in questa
"vita puttana".
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Recensione |
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Eros sadico
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poesia
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| Autori |
| • | Maria Grazia Lenisa |
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Edizione:
Edizioni Orient Express
Castelfrentano 2003 |
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| Preludio di Cristina Allegrini. Postfazione di Sandro Allegrini - pp. 64 |
| prezzo: € 8,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Ceglie Plurale nr.24/2003
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